Il Tirreno

Pistoia

Lo stadio da rifare frena la Pistoiese

di Saverio Melegari
Lo stadio da rifare frena la Pistoiese

Restano fumosi al momento i progetti per il nuovo impianto, come il non meglio precisato “centro polifunzionale”

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PISTOIA. Ad un mese esatto dalla elezioni per il nuovo sindaco, uno degli argomenti di dibattito negli ambienti sportivi è sempre lo stesso: come si può trovare una soluzione plausibile per stadio e palasport? In questo caso, per capire i reali problemi del “Melani”, ad intervenire sull’argomento è uno dei dirigenti arancioni, Gabriele Matteoni, che entrato all’interno dell’organigramma della Pistoiese in punta di piedi, si è ritagliato uno spazio importante accanto al presidente Orazio Ferrari. «Per trovare un futuro solido alla Pistoiese – spiega Matteoni – bisogna guardare anche al passato. Una storia che, negli ultimi 15 anni parla di successi indiscutibili sul piano sportivo di Bozzi, la scarsa fortuna - per tutti - dei Fagni fino alla nota conclusione dei Braccialini ed il fattivo contributo del Comune nella ricostruzione del sodalizio arancione dopo il triplo salto all’indietro con avvitamento visto che, con la gestione Ferrari, non siamo ancora riusciti a risalire nei campionati professionistici». Con queste basi, è bene guardare al futuro che si chiama nuovo stadio visto che l’attuale “Melani” non è più in grado di tener botta. «Va ricostruito – prosegue Matteoni – perché, per raggiunti limiti di età e insicurezza, è ormai prossima la sua demolizione. Ma, per la Pistoia sportiva, ci sarebbe anche l’annoso mancato pronunciamento sui termini e le modalità di realizzazione a Pistoia Ovest di un non meglio precisato centro polifunzionale. Siamo in tempo di elezioni comunali e vorrei mantenere la viva speranza che la nuova Giunta, con il prossimo sindaco, possa concretamente accordare un’operazione sostenibile così da contribuire ad una minore esposizione finanziaria degli interessati alla realizzazione di questi due arditi, ma anche ambiziosi, progetti». Il problema stadio è stato affrontato più volte in questi mesi anche perché, la concessione per l’attuale agibilità, scade il prossimo 30 giugno e, ad ora, la Pistoiese si vedrebbe costretta, nel prossimo campionato di serie D, a chiedere un’altra deroga (cosa probabile ma di non facile attuazione), oppure ad andare a giocare altrove. Un problema che sarebbe stato ancora più enorme se la Pistoiese avesse centrato la promozione in Lega Pro: lì i vincoli sono ancora più restrittivi e, così com’è, il “Melani” non potrà mai essere in grado di ospitare di nuovo partite fra i professionisti degli arancioni. «Sappiamo tutti – conclude il suo appello il dirigente arancione – che non siamo nel migliore dei periodi, data la crisi economica in corso, ma mi chiedo: saranno davvero capaci i nuovi amministratori ad attrarre con nuove iniziative imprenditori, di offrire agli stessi opportunità, vere occasioni di business allo scopo di farli ragionevolmente pensare ad una disponibilita’ a investire a Pistoia nel calcio e non solo? Anche perché, senza tutto questo, dubito che il calcio che conta potrà mai tornare nella nostra città». Domande alle quali, nel più breve tempo possibile, bisognerà trovare una risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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