Sicurezza
«Siamo realisti senza Gurini sarà ancora più dura»
Sogno A1, coach Moretti apprezza l’entusiasmo ma pensa già al match di Verona a ranghi ridotti
PISTOIA. Quando, a cinque minuti dalla fine, Paolo Moretti per un attimo è tornato giocatore aizzando il pubblico ad incitare ancora più forte la Giorgio Tesi Group, lì ha capito che la partita aveva preso la strada di Pistoia.
Un match pazzo, deciso da un +30 di differenziale che, in parte, fa il paio con il -48 preso da Pistoia all’andata, a Reggio.
«Una partita del genere – spiega Paolo Moretti – ha messo ancora più in evidenza le qualità di questo gruppo. Abbiamo vissuto venti minuti di notevole difficoltà, causati dalla pressione che si era creata in settimana: tutti credevano che dall’inizio potessimo fare la gara e questo aspetto è stato cavalcato all’inverosimile (o solo la voglia di far sognare la città da parte di chi scrive?,ndr). Quando abbiamo ritrovato la giusta serenità, però, abbiamo giocato come sappiamo, e l’immagine che abbiamo dato è stata straordinaria».
Tutti protagonisti in campo, da un Hardy assente per 20’ a funambolo della ripresa, passando per un Galanda monumentale, fino ad un Gurini messo ko ad una spalla per diverse settimane.
«Tutto vero – prosegue Moretti – ma adesso abbiamo perso Gurini (si torna sul mercato?,ndr) e dovremo andare avanti con Tuci ed Evotti. Non mi voglio però dimenticare delle bombe, arrivate in momenti topici, di Saccaggi e Jones, che ci hanno permesso, prima, di rientrare a contatto, e poi di allungare in maniera perentoria. Ma, in serate del genere, parlare dei singoli serve a poco per dimostrare l’impresa che abbiamo fatto».
Lo hanno scritto grosso come una curva intera i ragazzi della Baraonda, e lo pensavano tutti a fine match: il sogno che si chiama A1 è sempre più credibile.
«Cambia poco o niente – conclude il coach della Giorgio Tesi Group – e fa piacere respirare l’entusiasmo che c’è intorno a noi, ma voglio essere anche realista: senza Gurini sarà ancora più dura. Comunque non ci tiriamo indietro e, dopo una faticaccia del genere, abbiamo soltanto cinque giorni per preparare la partita di Verona e continuare a far sognare tutti quanti».
Sembra ancora incredulo, invece, Max Menetti, l’allenatore di Reggio Emilia, dopo quello che ha visto nel quarto tempino.
«Gli ultimi cinque minuti – commenta il tecnico della Trenkwalder – me li ricorderò per tutta la carriera. La partita è svoltata nei primi tre minuti del terzo quarto dove abbiamo sbagliato approccio, consentendo a Pistoia di trovare fiducia nonostante fosse in un momento negativo».
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