Sicurezza
gek galanda, la passione in campo
PISTOIA. Vincere campionati, medaglie olimpiche o semplicemente il derby di Bologna fra Fortitudo e Virtus può portarti ad un certo appagamento. Ma per Giacomo Galanda il tempo non sembra mai passare,...
PISTOIA. Vincere campionati, medaglie olimpiche o semplicemente il derby di Bologna fra Fortitudo e Virtus può portarti ad un certo appagamento. Ma per Giacomo Galanda il tempo non sembra mai passare, e, alla vigilia dell’ennesima sfida importante della sua carriera, ha ancora la forza di emozionarsi.
Domenica una sfida vietata ai deboli di cuore: Tesi Group contro Trenkwalder. Uno che ha vinto tutto come Gek dove va a prendere gli stimoli giusti?
«Per quanto posso aver giocato ad alti livelli - spiega il pivot biancorosso – ho sempre voglia di mettermi in gioco e divertirmi, altrimenti avrei già smesso. Penso soltanto a quello che posso ancora dare al basket e a vincere: l’agonismo è il sale dello sport e senza quello non si può far niente».
La carica di giocare al “PalaCarrara” sarà l’arma in più per vincere una sfida difficile?
«Aspettiamo questa gara da molto tempo. L’importante sarà rimanere tranquilli senza pressioni addosso. Sappiamo bene che Reggio Emilia è la squadra che ci ha messo maggiormente in difficoltà in questo campionato e, secondo me, è sempre la favorita per arrivare prima. Proprio per questo dovremo avere la carica giusta in una giornata speciale, per l’intitolazione del palazzetto a Mario Carrara e per il grande lavoro che stanno facendo i ragazzi della curva con una coreografia super».
Ma quanto potrà incidere il -48 dell’andata?
«Per quanto mi riguarda, ho sempre da digerire le sconfitte interne con Barcellona e Jesi, anche perché si sa che fuori casa può succedere di tutto. Pensiamo a vincere per non lasciare altri punti nel nostro fortino».
Qual è secondo Galanda il punto forte di Reggio Emilia?
«La Trenkwalder è una squadra molto fisica e grossa, play incluso. Atleticamente è molto preparata, oltre ad avere, a differenza nostra, una panchina molto lunga. Questo aspetto sarà fondamentale, perché di fronte a noi si creeranno diversi variabili tattiche ed è difficile pensare ad un solo punto in cui poter far male a Reggio».
Sotto le plance c’è da fermare Chiacig, compagno di Gek in Nazionale, a Bologna e a Siena. Toccherà a lui farlo?
«Direi di si, insieme a Toppo, Jones e Tuci. “Ghiaccio” è una delle loro componenti più pericolose, fa della stazza fisica la sua migliore arma ma, per loro, il problema sarà tenere la nostra velocità».
Saverio Melegari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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