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Pistoia

Corti e vincenti è possibile Giorgio Tesi può sognare

Corti e vincenti è possibile Giorgio Tesi può sognare

Negli ultimi anni Capo d’Orlando e Sassari hanno ottenuto la promozione pur potendo disporre di pochissimi rincalzi all’altezza dei quintetti base

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PISTOIA. Domenica nella "prima" assoluta sul campo di Piacenza, la Tesi Group inizia il rush finale della Legadue. Sette gare in cui scrivere il finale di una storia fin qui entusiasmante. Le porte sono tutte aperte, compreso il sogno di "bussare" a quelle del paradiso-promozione diretta.

Per giocarsi le proprie carte fino in fondo, regular season o playoff che siano, l'unico dubbio rimane l'organico ridotto all'osso della squadra di Moretti che con sette giocatori e mezzo (senza Mathis e con Evotti ancora in fase inserimento) è la più corta del campionato insieme a Jesi. La domanda quindi è una sola: si può essere corti e vincenti?

Scartabellando gli archivi, la storia della Legadue dice di sì rifacendosi alla cavalcata di Capo d'Orlando nel 2004/2005 e, due anni fa, a quella del Banco di Sardegna Sassari, entrambe arrivate in A1 con sette effettivi più qualche giovanotto buttato in mezzo per far tirare il fiato agli altri.

L'esplosivo Banco di Meo Sacchetti, protagonista nella stagione 2009/2010, è l'esempio lampante di come a volte la panchina lunga non sia tutto. Pistoia conosce bene il caso, visto che la prima "vittima" della compagine sarda ai playoff fu proprio l'allora Carmatic di Slay e Skinn, squadra rinforzata durante l'anno con l'arrivo di Ringstrom e Fucka, uscita dalla post season con un po' di amaro in bocca lavato dal fatto che a batterla fu la seconda promossa della stagione. Sassari, tra le bizze e il talento del trio Rowe- Hubalek- Kemp asse portante di un quintetto completato da due italiani granitici come Vanuzzo e Devecchi, vinse il campionato dopo una maratona di 43 gare con il solo Binetti e un giovanissimo Baldassarre in panchina più qualche minuto al mestierante Conti. Dopo il calo finale nella regular season nei playoff riprese a macinare gioco e vittorie, mettendo in fila dopo Pistoia anche le favorite Casale Monferrato e Veroli. Seguì in A1 la Brindisi meno "supermarket" degli ultimi anni (otto giocatori otto, ma un quartetto di lusso con Omar Thomas, Crispin, Nik Radulovic e Sylvere Bryan) e lì sta da due anni.

Qualche anno prima, stagione 2004/2005, a vincere il campionato con sette giocatori e mezzo era stata Capo d'Orlando traghettata dallo sceriffo Perdichizzi. Più che vincere, i siciliani stravinsero, visto che arrivarono primi a 42 punti con 6 di vantaggio in più della nuova Virtus Bologna promossa agli spareggi. "Botte piccola ma con vino buonissimo" quello di Capo d'Orlando, incentrata su stranieri di altra categoria tra cui un certo Terrell McIntyre, più Ryan Hoover, Rolando Howell e Brian Montonati.

Pistoia ha probabilmente un debito di esperienza davanti a queste formazioni, anche se Gek Galanda e Bobby Jones sono due pedine che possono fare la differenza. Pistoia punta soprattutto sulla freschezza di Hardy e Saccaggi e il ruolo del play carrarese potrebbe essere quello chiave soprattutto per gestire al meglio energie e forze a disposizione e far respirare un Hardy in calo nelle ultime uscite. Il calendario della volata finale di Pistoia è tra i più difficili considerato che i biancorossi giocheranno 4 trasferte su 7 gare tra cui gli scontri diretti con Barcellona e Scafati. Ma la squadra vista contro Jesi è sembrata tutto fuorché appagata.

Elisa Pacini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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