Toscana
Atalanta-Pistoiese iniziò tutto lì ma il caso è chiuso
PISTOIA Stagioni intere a taroccare partite per far entrare, a quanto pare, soldi in più nelle proprie tasche dalle scommesse sportive. Eppure, il peccato originale sembra essere sempre lo stesso:...
PISTOIA
Stagioni intere a taroccare partite per far entrare, a quanto pare, soldi in più nelle proprie tasche dalle scommesse sportive. Eppure, il peccato originale sembra essere sempre lo stesso: Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia del 20 agosto 2000. Lo aveva già detto in una intervista un mesetto fa Cristiano Doni ma, il grande protagonista di Scommessopoli, dovrà davvero ricostruire di fronte ai magistrati cosa successe in quella calda serata estiva al Comunale di Bergamo.
Sono fatti di dodici anni fa che, magari qualcuno, si è anche dimenticato e che tirano di nuovo nel calderone la Pistoiese (l'Ac oramai defunta) che allora fu dichiarata parte lesa. Cosa successe all'epoca? Quel match si chiuse sull'1-1 ed i nerazzurri riuscirono a qualificarsi al turno successivo: vantaggio di Zauri al 43' del primo tempo, pareggio arancione di "Mino" Bizzarri allo stesso minuto della ripresa. Fin lì tutto normale ma, qualche giorno dopo, la Snai denunciò un flusso strano di scommesse (1-X come parziale e finale della gara, cioè quello che successe) per una partita di metà agosto di coppa Italia.
Fu aperta una indagine e la Commissione disciplinare della Figc condannò ad un anno di squalifica Alfredo Aglietti, Max Allegri e Giacomo Banchelli (sei mesi) della Pistoiese mentre, sempre sul versante arancione, furono assolti Daniele Amerini, Girolamo Bizzarri e Gianluca Lillo. In questa lista, però, figurava anche Cristiano Doni che, non più tardi di un mese fa, ha ricordato che tutto lo scandalo-scommesse in Italia è iniziato proprio con quella partita.
Successivamente, però, tutti quanti furono assolti dalla giustizia sportiva e, sulla stessa lunghezza d'onda, si espresse ugualmente anche quella ordinaria. Nonostante il reato oramai sia prescritto, una domanda è lecita: se davvero il procuratore federale Stefano Palazzi vuole riaprire quella vicenda, almeno come istruttoria interrogando di nuovo tutti i protagonisti, qual è lo scopo di tutto questo scalpore? Non vorremmo che, alla fine, venga infangato il nome della Pistoiese, perché sarebbe un qualcosa di dannoso per l'immagine di società, l'attuale, e città che colpe proprio non ne hanno. (s.m.)
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