Il Tirreno

Pistoia

«Dilettantismo ma anche contributi tv»

di Elisa Pacini

Giorgio Tesi Group, il vicepresidente Lucchesi guarda con fiducia all’attesa riforma del campionato di Legadue

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PISTOIA

Reazioni positive arrivano da via Fermi dopo le decisioni del consiglio federale sulla riforma dei campionati. La società è soddisfatta per la nomina di Gian Piero Domenicali, presidente dell’Aget Imola, a membro per la Legadue (insieme al presidente Bonamico) della commissione che entro aprile dovrà dare corpo alla bozza di riforma uscita sabato dall'assemblea della Fip.

«Con Roberto Maltinti – dice il vicepresidente biancorosso, Ivo Lucchesi – Domenicali è stato tra i portavoce dell’esigenza di una riforma. Una convinzione che all'interno della Legadue è cresciuta negli ultimi anni. Ora bisognerà entrare nel merito delle varie questioni».

Se le società sembrano convergere sulla necessità di fare dei cambiamenti, non è così sul contenuto, visto che Stefano Landi, patron della Trenkwalder Reggio Emilia, capolista insieme alla Tesi Group in campionato, si è detto contrario ad una Legadue dilettantistica, a cui è favorevole Pistoia. «Bisognerà vedere come si vanno a definire la cose – continua Lucchesi – Da parte nostra c'è massima disponibilità a valutare qualsiasi ipotesi. Quello che mi fa pensare che finalmente si parli concretamente di una riforma è che Meneghin l’ha presa come impegno prima della fine del suo mandato come presidente federale: è un segno positivo».

La parola “dilettantismo” non è ancora stata pronunciata, si è parlato solo di una A1 che in tre anni scenderà da 18 a 16 squadre e una Legadue a due gironi di 16 squadre.

«Il ritorno al dilettantismo è una questione, ma non l'unica da discutere – continua Lucchesi – Il punto è che servono condizioni certe per accedere ai campionati. Sono anni che in Legadue non retrocede nessuno: è normale? Sono anni che le classifiche del campo vengono ridisegnate da altri fattori. Su questo bisogna riflettere. Noi abbiamo posto all’attenzione molte cose, ne cito una, il rapporto con la televisione. E’ possibile che non prendiamo un contributo per andare in tv? In giornate fredde come queste, se la gente sta a casa a guardarsi la partita alla tv, le società perdono anche gli incassi. Il problema economico è fondamentale ma non è l’unico, c’è un problema di visibilità e di valorizzazione dei giocatori italiani».

La società, evidenzia Lucchesi, sta lavorando su tutti i fronti compresa la ricerca di nuovi contribuenti che vadano ad aggiungersi agli sponsor storici. «Le difficoltà in questo momento ci sono per tutti, non solo per noi, ma stiamo lavorando su ogni fronte. Il grande campionato che sta facendo la squadra ci aiuta, così come l’entusiasmo del pubblico. Abbiamo però bisogno di punti di riferimento chiari e questa riforma è un’opportunità da cogliere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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