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Pistoia

«Sono un tiratore ma prima di tutto viene la squadra»

La Tesi Group presenta l’italo-brasiliano Jonathan Tavernari «So che dovrò fare di più di quello che facevo a Biella»

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di Elisa Pacini

PISTOIA

Lo aveva cercato già due volte in questo campionato (in estate e prima di Natale) e lui, nell’attesa della chiamata decisiva, arrivata in questi giorni, ha seguito le gesta di Hardy e compagni e l’evolversi della Legadue. Per questo Jonathan Tavernari, ieri mattina, alla presentazione ufficiale da ala della Tesi Group, ha sfoderato una buona conoscenza di compagni e avversari, condita da una simpatica arte oratoria tipica degli oriundi che arrivano dal Sudamerica.

Il primo test insomma è stato più che superato per Jonathan, il primo mormone alla corte del Pistoia Basket. Ma da venerdì sera dovrà superare quello più importante: l’esame del campo, che lo metterà subito contro il suo amico Trent Whiting, leader dell’Aget Imola .

«Sono contentissimo di essere qui - ha detto Tavernari - Da quando ho parlato con il mio procuratore, che mi ha detto dell’interesse di Pistoia, sono stato entusiasta. Quando qualcuno ti vuole, per un giocatore è un sentimento bello. Sono contento dell’opportunità che mi viene data e sono qui non solo per dare una mano, ma anche due. So di arrivare in una squadra di alta classifica, ma penso che possiamo arrivare anche più in alto».

Reduce da una stagione e mezzo di allenamenti con Biella (che lo ha girato in prestito a Pistoia), ha visto pochissimo il campo in A1, e le motivazioni per far bene non gli mancano. Si descrive come un tiratore, che mette però sempre la squadra in primo piano.

«Fin da quando ho iniziato a giocare - ha detto Tavernari - a 5 anni con mia mamma (Thelma, leggendario allenatore di San Paolo, che ha lanciato molti giocatori brasiliani importanti, ndr ), mi hanno sempre insegnato a mettere la squadra in primo piano. Così voglio fare con Pistoia. So che devo fare di più di quello che facevo a Biella».

« Voglio prendere molti rimbalzi offensivi - ha detto a proposito delle sue caratteristiche - Io sono un tiratore, ho una buona lettura delle gara ma sono disponibile a quello che vuole da me Paolo (Moretti, ndr)».

La Legadue la conosce bene. «Come in A1 anche in Legadue non c’è un vero favorito - ha detto - ogni domenica può vincere chiunque. E’ un campionato dove posso imparare molto per poi tornare anche in Brasile. Ho seguito finora Pistoia e Imola, dove gioca il mio amico Whiting, che ha fatto la mia stessa università ed è della mia stessa religione. Ma anche Sant’Antimo dove conosco bene Moraschini. In generale penso che non ci sia grande differenza tra A1 e A2. Di Pistoia conosco Galanda, che è un grande amico di Soragna, conosco Hardy, che ho seguito al college, e Bobby Jones».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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