Sicurezza
Una trasferta verità per la Tesi Group
Ad Ostuni il banco di prova pe saggiare l’affidabilità della coppia Hardy-Saccaggi al posto di Mathis
di Elisa Pacini
PISTOIA
Ha un sapore particolare la gara di stasera (ore 18,15) con la Giorgio Tesi Group ospite dell’Assi Ostuni sul neutro del PalaPentassuglia di Brindisi, dove la matricola pugliese gioca le sue gare in casa. Particolare e difficile perché sarà la prima del dopo Mathis, che si opera in settimana al crociato destro, e l’ultima prima della rivoluzione del mercato attesa da domani in via Fermi. In questo clima da via-vai, stile hotel di frontiera, viste le valigie pronte di Yango, diretto a Bologna, e la trattativa in atto per far arrivare Levin da Scafati, la Tesi Group inizia un girone di ritorno tutto da decifrare.
«Siamo concentrati sulla gara, al mercato ci penseremo da lunedì» dice secco il diesse Iozzelli, evidenziando come la cosa più importante sia pensare a battere Ostuni. Per questo, la palla passa a Paolo Moretti alla sua capacità di motivatore e stratega. Doti, queste, importantissime per fare bella figura al cospetto dell’insidiosa matricola pugliese, incentrata sull’esordiente ed interessante asse play-pivot Johnson-Di Liegro e zeppa di ex (Berti e Rossetti). Motivatore perché fin dal giorno dopo la tegola Mathis, Moretti ha chiesto a tutti gli altri un passo avanti, in primis ad Hardy e Saccaggi, chiamati a sostituire il play italo-texano.
«La loro affidabilità - ha detto il coach biancorosso - la scopriremo solo sul campo, anche se in allenamento si sono dati molto da fare. Il sacrificio in questa gara dovrà di tutti. Le responsabilità cresceranno per ogni elemento, a partire da Jones, che torna nello spot di tre e dovrà stare attento ai falli. Sarà un bel test per tutti, me compreso».
Le sole sette carte che ha in mano Moretti le dovrà giocare al meglio. Tirerà fuori dall’armadio il vecchio assetto dettato dalle ristrette rotazioni degli esterni. Il sorvegliato speciale rimane Bobby Jones che torna sul perimetro dal primo minuto. Il lettone Jurevicius metterà alla prova la sua versatilità, mentre Klobucar, il punto fermo della squadra pugliese, chiamerà in causa il “Guro”, mastino dei tempi migliori.
Sotto canestro, con un Galanda non al meglio della forma, bisognerà ritrovare il miglior Toppo e sfruttare gli ultimi colpi di Yango per tener testa ad un pacchetto “lungo” dove oltre a Di Liegro, ci sono Rinaldi, Basei e Carenza.
Un ritorno forzato ai vecchi santi, dal cui esito si capirà quale ruolo potrà ricoprire la Tesi Group nel girone di ritorno alla luce della perdita di un regista esperto come Mathis ma anche di un giocatore nelle rotazioni. Se la cessione di Yango aprirà le porte all’ingaggio di un play, gli effettivi rimarranno comunque sette perché la società non ha la disponibilità economica per aggiungere un altro tassello. Insomma, l’esperimento di Ostuni ha una grossa valenza per il futuro.
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