Sicurezza
«Urge tornare al dilettantismo»
Elisa Pacini
Maltinti: campionato di Legadue insostenibile per troppe squadre
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PISTOIA. Parte dagli uffici di via Fermi la chiamata al "tavolo del rilancio" - lo chiameremo così - un impegno che vedrà il Pistoia Basket in prima linea nel nuovo anno. Roberto Maltinti (nella foto) ha chiamato le altre 14 società della Legadue per capire se (e quanti) saranno gli alleati in una battaglia, iniziata un anno fa, per rilanciare una nuova politica di gestione del campionato, più vicina alle difficoltà economiche in cui cercano di sopravvivere società e piazze storiche come Pistoia. Presidente, nelle ultime settimane, parlando di un ritorno sul mercato, si è tornati a respirare preoccupazione sul futuro economico della società... «Il grido d'allarme è dovuto a vari motivi. Serve una ristrutturazione del campionato perché i costi siano sopportabili per tutti. Noi abbiamo il coraggio di dirlo, a differenza di altri. L'anno scorso, quando dissi che c'era un 40% di probabilità di non ripartire, non era uno scherzo. L'arrivo della Tesi Group è stato importantissimo, come lo è il contributo degli altri sponsor storici. L'anno scorso abbiamo chiuso per la prima volta in pari, con le uscite pari alle entrate, ma ci portiamo dietro la perdita vecchia di cui non abbiamo mai fatto mistero. In questi giorni ci stiamo incontrando con i soci, sono loro che ogni volta ripianano, ma bussare sempre alle porte degli stessi non è giusto. Questo è un appello alla città ma è legato anche alla battaglia verso la gestione del basket. Se gli organi preposti non ci aiutano con regole serie, è difficilissimo far fronte alla gestione di un campionato che costa 2 milioni di euro. Non ce la possiamo permettere e non penso che siamo gli unici». Ci fa un esempio di una cosa da cambiare? «Il rapporto con la televisione. Negli anticipi del venerdì abbiamo perso diversi soldi, basti pensare che dai 20.000 euro incassati contro Bologna (picco stagionale di pubblico, ndr) siamo scesi a 8.000 circa nelle ultime gare giocate di venerdì. Sono soldi che la tv non ci restituisce, come invece succede nel calcio, dove i diritti televisivi colmano i buchi negli stadi. Sarà poco, ma quando uno è malato tutto lo bagna». Quali mosse intendete fare per portare avanti questa battaglia? E qual è la vostra proposta alla Legadue? «La prima mossa è convocare un tavolo entro gennaio con tutte le società, per guardarsi negli occhi e confrontarsi sulle proposte per migliorare una situazione insostenibile. La nostra ipotesi è il ritorno della Legadue dal professionismo al dilettantismo, come è la pallavolo, che pur continua a vincere a livello europeo e mondiale. Quando il mal di pancia è diffuso, non serve prendere una pasticca, serve capire il perché viene. A meno che la Legadue non trovi sponsor o tv che ci diano dei soldi: questa la soluzione più facile». Tornando a Pistoia, non ci sono sponsor nuovi all'orizzonte? «Di questi tempi già mantenere una sponsorizzazione è un successo. Alla città dico che se qualcuno vuol bene alla pallacanestro, si faccia avanti. Prima qualcuno ogni tre mesi entrava, ora per forza ci si deve ridimensionare. Questo non vuol dire chiudere, ma le cose si possono fare in tanti modi. Si può andare a cena in un ristorante elegante o, se si ha meno soldi, in pizzeria. Dal tavolo e dalle proposte che ci saranno, capiremo dove potrà andare a cena il Pistoia Basket. Tutto questo cercando di vincere, perché nessuno si tira indietro mai. La squadra sta facendo qualcosa di eccezionale: la ringrazio, insieme a Paolo Moretti e a Giulio Iozzelli. A loro e ai nostri tifosi vanno i miei più sinceri auguri di buon anno».
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