Sicurezza
Tutti i numeri della crisi
Saverio Melegari
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Paolo Indiani sulla panchina della Pistoiese Tre allenatori e 29 giocatori scesi in campo in tre mesi
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PISTOIA. Tre mesi sciagurati se si considerano le aspettative della vigilia, novanta giorni dove il sogno Lega Pro è svanito man mano che cambiavano giocatori ed allenatori, diciannove partite che hanno incollato la Pistoiese nella zona playout. Questo fallimento arancione si può spiegare anche con un po' di numeri. Tre. Le uniche vittorie conquistate dagli arancioni in diciannove partite e tutte abbastanza roboanti. La prima, coincisa con l'arrivo di Indiani, fu il 4-0 sul Camaiore, poi il 3-1 sul Forlì e l'unico successo esterno in casa della derelitta Pelli Santacroce per 4-2 con un autogol a cinque minuti dalla fine. Cinque. Le gare ufficiali di Riccardo Agostiniani in questa sfortunata stagione sulla panchina arancione culminate con le dimissioni dopo la partita contro l'Este, fatto che ha reso merito ad una persona che ha dato tanto alla squadra della sua città e che, con stile, ha anticipato una decisione che sarebbe arrivata dopo altre due gare. Ci sono state due partite di Coppa con il 2-0 sulla Sestese e l'1-3 casalingo con lo Scandicci, mentre in campionato due pareggi con Ravenna ed ancora lo Scandicci ed il ko con l'attuale capolista veneta. Sette. Le partite con l'ex juventino Alessandro Birindelli sulla panchina della Pistoiese che non sono state affatto positive con tre soli punti conquistati nel rocambolesco 2-2 con la Virtus Vecomp, l'1-1 col Forcoli e lo 0-0 di Mezzolara che ha chiuso la sua era. Ventiquattro. I punti che separano Este e Pistoiese, rispettivamente prima e diciottesima nel girone D. Dopo l'arrivo di Indiani sembrava che questo gap si potesse ridurre ma, nonostante tutto, gli arancioni se riusciranno a fare un girone di ritorno convincente potrebbero ancora credere nei playoff, lontani "appena" 14 punti. Ma è giusto guardare la realtà e cioè che la salvezza diretta è più in su di tre punti (con Camaiore, Villafranca e Tuttocuoio) così come ci sono solo cinque lunghezze di vantaggio sulla penultima, la Sestese, che condannerebbe alla retrocessione diretta. Ventisei. Il numero preferito dagli arancioni in tema di gol, visto che dopo diciannove partite hanno segnato e subito le stesse reti, ventisei appunto. Un dato che sarebbe positivo dal punto di vista offensivo perché vede la Pistoiese come sesto attacco del girone ma è soltanto la tredicesima difesa meno perforata. Ventinove. L'emblema dei problemi dei primi tre mesi, visto che corrisponde al numero di giocatori scesi in campo almeno una volta. Si va dalle uniche presenze di Maresca, Ballerini e Biggi (gli ultimi due poi ceduti) all'onnipresente Ceccherini: nel mezzo i vari Colombo, Braiati, Stamilla e Pagani che hanno salutato la compagnia contro tutti gli altri che sono arrivati in quest'ultimo periodo e che dovranno rappresentare l'ossatura della squadra che va in caccia della salvezza. Ce la faranno?.
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