La protesta
«Il gruppo è fatto Ora potremo lavorare compatti»
Saverio Melegari
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Paolo Giovannini direttore generale della Pistoiese 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Quante volte è stato detto che quella appena vista era la Pistoiese più brutta dell'anno? Troppe da settembre ad oggi, ed il guaio è che ogni domenica sembra andare peggio, con una classifica che si fa sempre più desolante ed i nuovi acquisti che finiscono subito nel tunnel nel quale si trova tutta la squadra da tre mesi a questa parte, come successo nell'imbarazzante trasferta in casa del Lanciotto, che ha chiuso mestamente questo girone d'andata. Ma il dg Paolo Giovannini non alza bandiera bianca e giudica abbastanza positivo il suo bilancio a Pistoia. Giovannini, contro il Lanciotto c'è stata l'ennesima prova che questa squadra non ha un'anima? «La prestazione non è stata garibaldina e siamo stati surclassati da un avversario superiore, ma non parlerei di formazione senz'anima. Sapevamo che questo mese sarebbe stato difficilissimo perché dovevamo fare i conti con alcuni cambiamenti tattici e di organico: non bisogna scoraggiarsi, ma magari recriminare per almeno tre punti in più che potevamo avere e che ci facevano rimanere fuori dalla zona playout durante la pausa. Per fortuna adesso arriva la sosta, che deve servire per ritemprare il gruppo». Dopo un mese e mezzo a Pistoia per lei ed Indiani, qual è il bilancio? «Più difficile di quello che pensavo, ma dico anche che con i soli punti conquistati con Indiani saremmo stati in ottava/nona posizione. E' indubbio che si poteva fare ancora meglio, però quando siamo arrivati eravamo a sette punti dalla salvezza, adesso siamo a tre: ci sono stati errori, ma penso che la media sia sufficiente per salvarsi e fare anche qualcosa in più». Su cosa si deve lavorare in questa lunga sosta natalizia? «Abbiamo la certezza di avere un gruppo che sarà questo fino alla fine del campionato, salvo l'inserimento di qualche ragazzo '93 e, magari, di Piccinni, che ci potrebbe dare una mano visto che non abbiamo giocatori con le sue caratteristiche. Finora c'è sempre stato un via vai continuo di persone fra allontanamenti e mercato, da oggi in avanti bisogna lavorare compatti». Ad inizio mese aveva detto che volevate puntare su Paolicchi: si può fare la stessa cosa con Bugelli, a segno domenica? «Lui sarà con noi anche nel prossimo campionato e ci darà una mano, ma non è giusto caricarlo di troppe responsabilità». In sostanza, quanti punti servono per salvarsi? «Sono convinto che con 25 punti conquistati nel girone di ritorno troveremo la salvezza, che sarà intorno ai 40-42 punti».
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