Gioco
Maltinti è una furia sul caso arbitri: basket da rifondare
Elisa Pacini
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Roberto Maltinti presidente della Giorgio Tesi Group 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. La notte non ha sbollito la rabbia del presidente. Roberto Maltinti a mente fredda conferma quello che poco più di 12 ore prima aveva detto, irrompendo arrabbiatissimo nella sala stampa del Palafermi, dove aveva parlato di rimettere le sue dimissioni al consiglio societario per protesta di fronte alla "mala gestione" della pallacanestro italiana. Nel mirino la direzione della terna arbitrale che venerdì sera ha alimentato polemiche da parte biancorossa, ma non solo. «Confermo tutto - dice Maltinti- non voglio dire che smetto ma ne parlerò con il consiglio perchè so che a 60 anni non ho tenuto un giusto atteggiamento durante la partita e io non voglio essere questo. Ma io non sono per questo sport. Il mondo non gira e la pallacanestro non fa eccezione. Io che voglio bene al basket e alla mia città, non voglio che sia così. Non è giusto che a decidere una gara siano gli arbitri. Per questo voglio dire che è l'ora di mettere mano a questo sport dalle fondamenta e non solo per gli arbitri». Maltinti è un fiume in piena. Ripercorre gli episodi nell'occhio del ciclone: il quarto fallo di Jones ad inizio terzo tempino, il tecnico alla panchina «indecente» dice, i falli sui contropiedi di Hardy e i passi di Mathis nel finale. «Se si andava a -2 si rientrava, invece così la squadra è stata demoralizzata. Forse Barcellona, a cui non voglio togliere i meriti, avrebbe vinto lo stesso ma non così. Basta poco per rendere brutta una cosa bellissima come la pallacanestro e il "massacro" che hanno fatto ad Hardy nella seconda parte della gara, ne è la prova. Già lo sport è patimento di questi tempi per come gira il mondo, se poi si incorre in queste cose è deleterio. Io non voglio assolutamente parlare di malafede altrimenti si chiude davvero». Non è stata la prima volta che Pistoia si è lamentata degli arbitri quest'anno, visto che il caso Jones va avanti da settimane. Ma a parte il minutaggio di Bobby sia dopo le vittorie contro Brescia e Piacenza, avevamo evidenziato la pessima prestazione dei grigi, eccessivamente protagonisti, pur non pesando sul match. «Non sono i padroni del campo» dice Maltinti riferito alla terna di venerdì, prima di concludere chiedendo rispetto per la società e la piazza che rappresenta. «Siamo una società che cerca di andare avanti con serietà alle difficoltà che ci sono e penso che per quello che dà a questo sport, Pistoia vada portata ad esempio anche se non siamo una società ricca». Si potrebbe dire che se la "prima volta non si scorda mai", questo è vero per il debutto al Palafermi dei signori Rossi, Ranaudo e Martolini. Tutti e tre i grigi scelti per quello che era il big match di giornata erano infatti esordienti al Palafermi. Rossi è al primo anno in Legadue, Ranaudo al secondo anno mentre l'internazionale Martolini era al debutto a Pistoia.
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