Il Tirreno

Pistoia

«Il vero problema è la mentalità di chi va in campo»

Saverio Melegari
Il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari
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Il presidente della Pistoiese Orazio Ferrari

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 PISTOIA. Il più triste spettacolo del weekend canterebbe Jovanotti, se avesse visto cosa combina la Pistoiese da un paio di settimane a questa parte. Ma la realtà è proprio questa, di una squadra senza più nè capo nè coda, che rischia seriamente la retrocessione. Ed anche il presidente Ferrari è talmente avvilito che domenica se n'è andato via dallo stadio con dieci minuti di anticipo, perché non ne può davvero più. E se inizia a mollare la presa anche lui...  Presidente, come mai questa fuga prima della fine della gara?  «Me ne sono andato dalla disperazione perché oramai non ho più parole di fronte alle prestazioni di questa squadra. E' inspiegabile assistere ad una metamorfosi come quella con il Tuttocuoio: nel primo tempo siamo riusciti a costruire qualcosa, sbagliando tre gol quasi fatti, e poi dal primo minuto della ripresa abbiamo messo la partita completamente nelle loro mani. Saranno cali fisici o mentali, questo non lo so, ma di sicuro me ne sono andato perché non avevo voglia, per l'ennesima volta, di andare negli spogliatoi a sbraitare la mia rabbia».  La sensazione è che, dopo le prime gare, sia finito anche l'effetto positivo di mister Indiani, non è così?  «Nel calcio si cambiano gli allenatori perché pensi sempre di riuscire a migliorare, ma ricordiamoci bene che nessuno mai potrà avere la bacchetta magica in situazioni del genere. Il problema è esclusivamente di chi va in campo, e che probabilmente non ha la testa giusta per giocare».  Il mercato si è già riaperto con l'arrivo di Bischeri, ma ovviamente non vi fermerete qui. Quali sono i progetti?  «Come ho ribadito più volte, io ho la massima fiducia nell'operato del dg Giovannini, al quale ho lasciato carta bianca su tutto il mercato, ed io sarò avvertito solo ad operazioni da concludere. Non saprei dire il numero di giocatori da cambiare, e possono essere uno, due o dodici, così come nessuno. Resta il fatto che questa squadra, al momento, non ha avuto un cambio di tendenza rispetto a quanto successo nei primi due mesi del campionato».  Con questi due ko casalinghi contro squadre di bassa classifica, torna di nuovo d'attualità la parola retrocessione?  «Io credo che qualcosa di buono si possa ancora fare, ma non c'è più tempo da perdere, e non ci si può nascondere dietro al fatto che giochiamo tre gare in una settimana».  Adesso non resta che attendere le prossime partenze a breve: in bilico De Gori e Bigoni.

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