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Pistoia

Fadini, gm scaligero: «Nonostante Reggio Pistoia resta favorita»

Elisa Pacini
Gek Galanda in azione con la maglia della Giorgio Tesi
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Gek Galanda in azione con la maglia della Giorgio Tesi

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 PISTOIA. Da Paolo Moretti ad Andrea Renzi, passando per Gek Galanda. Il filo che lega tre protagonisti dell'interessante sfida tra Giorgio Tesi Group e Tezenis Verona è Andrea Fadini, perno di ieri e di oggi della società scaligera. All'esordio come general manager firmò l'ascesa della Glaxo all'inizio degli anni '90, puntando tra gli altri su due giovanotti di belle speranza diventati poi due simboli del basket italiano, come l'attuale coach e il numero 10 della Tesi Group. Da responsabile dell'area tecnica della Tezenis ha puntato sul rilancio di Renzi dopo un grave infortunio.  Fadini, che Pistoia si aspetta domenica dopo la brutta sconfitta di Reggio Emilia?  Quello che ci aspettavamo prima di quella gara. Una partita così può capitare, non ci siamo illusi, né preoccupati vedendola. Pistoia è un'ottima squadra e quello è stato solo un episodio. Dobbiamo cercare di fare il massimo in una gara in cui Pistoia è nettamente favorita perché in casa ha fatto sempre bene. E' una buona squadra molto diversa dall'anno scorso, nell'impostazione e nel gioco.  Venite dopo il riposo. Vantaggio o svantaggio?  Ci sono pro e contro. Abbiamo giocato in Coppa Italia martedì 22 (conquistandosi le finali contro Veroli, ndr) ma non facciamo una gara da dieci giorni. Ci manca un po' di ritmo partita ma la squadra ha anche avuto modo di riposarsi.  La sua Verona affronterà due ex che lei conosce bene come Moretti e Galanda...  Li ho portati io a Verona quando avevano 16 anni, li conosco come le mie tasche, li ho visti crescere. Diciamo che erano giocatori "di classe", Gek lo è ancora mentre Moretti lo stimo come coach da molti anni. So che potrà fare ancora meglio, nei prossimi anni può aspirare al balzo nei grandi club.  In tre parole come descriverebbe Moretti giocatore?  È impossibile. Dico solo una cosa: Paolo a 18 anni, come a 20 e a 25 ha sempre giocato in mezzo ai grandi con la stessa autorevolezza di quando ne aveva 30. Scherzando dicevamo sempre che se lo avessimo portato dal papa o dal presidente della Repubblica, lui non avrebbe avuto problemi in quella situazione.  E Moretti allenatore?  Ha avuto coach molto particolari e ha preso qualcosa da tutti. E' bravo perché sa adattarsi ai giocatori che ha.  Quando Moretti lasciò Verona, lei portò Galanda. Che ricordo lo lega a lui?  Tantissimi. Gek è una persona che non ha mai vissuto di solo basket. Ha una cultura molto ampia, il basket non è l'unica ragione di vita e questa è stata la sua grande forza. E' un vero professionista ma è disincantato, ha da sempre un buon equilibrio con sé stesso.  Che duello sarà tra lui e Renzi?  Sono giocatori un po' diversi, la cosa che hanno in comune è il talento naturale, dalla nascita. E' una bella sfida ma sia Gek, che Andrea ci sono abituati.

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