Sicurezza
Giorgio Tesi Group, cinque gare di fuoco da qui alla sosta natalizia per saggiare le ambizioni biancorosse
«Ci vuole una difesa di squadra»
Saverio Melegari
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Capitan Toppo sulla destra dopo la vittoria su Bologna La ricetta di capitan Toppo per bloccare la Morpho Piacenza
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PISTOIA. Quello che si apre può essere il mese decisivo per capire il ruolo che la Giorgio Tesi Group avrà in questo campionato di LegaDue: cinque gare complicate da qui alla sosta natalizia, con, nell'ordine, Piacenza, Reggio Emilia, Verona, Barcellona e Veroli. Dovranno servire ai biancorossi per rimanere nei piani alti. E di questo ne è convinto anche capitan Toppo alla vigilia del match contro la Morpho Piacenza. Capitano, domenica arriva al PalaFermi la squadra emiliana, che ha due soli punti in meno di Pistoia. Cosa c'è da temere? «Basta pensare che hanno già riposato e, su sei gare, ne hanno vinte quattro. Dovremo avere lo stesso atteggiamento messo in campo due settimane fa contro Brescia, perché sono forti e ci vorrà una ottima pallacanestro per metterli in difficoltà». Dall'altra parte della barricata ci sarà un certo German Scarone, e poi Voskuil. Come si fermano? «Scarone sarà un fattore soprattutto per quanto concerne l'ambiente, visto che ha un rapporto, diciamo, particolare con i tifosi pistoiesi (per i suoi trascorsi a Montecatini, ndr). Ed anche se non ha la velocità di un tempo, riesce a fornire sempre notevole qualità. Il nostro compito è semplice: ci vuole un gioco difensivo di squadra importante, per contenere lui e le altre bocche da fuoco, sfruttando quello che è il nostro pregio di essere molto rognosi quando attaccano gli altri». E magari trovare la via del canestro con più facilità di quanto successo a Jesi. E' stata quella la chiave della sconfitta nelle Marche? «Sessantotto punti sono pochi, ed il fatto di aver perso troppi palloni a ritmo basso è un qualcosa che non ci possiamo permettere: sono convinto che non siamo stati incisivi perché non abbiamo corso». Un altro aspetto che è piaciuto poco a Jesi è quello di essere partiti forte (+10) per poi finire la benzina: segno di un certo appagamento? «Intanto sono stati bravi i nostri avversari a farci rallentare il ritmo, mentre noi non abbiamo ritrovato la fluidità del primo quarto e quello ha dato il via ad una partita negativa. In difesa avevamo deciso di fare delle scelte che includevano aiuti continui, cercando di difendere aggressivamente sul perimetro. E se questo non è stato fatto al meglio la responsabilità è di tutti». Avete dato qualche tranquillante a Bobby Jones, espulso nel finale, che non riesce a contenere la sua veemenza in campo? «La fisicità è la prerogativa del suo gioco e non può che migliorare. Penso solo che deve essere bravo a capire di controllarsi un po' di più, ed allora con la sua intensità ci aiuterà davvero». Siamo all'inizio di un mese in cui capire se la Tesi Group può stare in cima alla classifica oppure no: che ne pensa Toppo? «Sarà un mese duro, che ci farà capire di che pasta siamo fatti. Il nostro unico obiettivo è lavorare bene e raccogliere il più possibile, a partire già da Piacenza».
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