Il Tirreno

Pistoia

Pistoia-Brescia, coach a confronto

Elisa Pacini
Paolo Moretti, coach della Giorgio Tesi Group
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Paolo Moretti, coach della Giorgio Tesi Group

Il dna aggressivo della Giorgio Tesi Group contro la qualità dei lombardi

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 PISTOIA. Limitare i cali di tensione e mettere in campo il dna aggressivo di Pistoia, è la ricetta di Paolo Moretti contro la matricola terribile bresciana. Una sfida quella di stasera molto attesa dai tifosi biancorossi che l'aspettano per capire se davvero la Tesi Group può guardare dall'alto la Legadue.  Coach Moretti, Pistoia-Brescia è una sfida al vertice e lo si capisce dall'entusiasmo che c'è tra i tifosi. La Tesi Group come ci arriva?  «Al di là dei risultati, la cosa che più ci inorgoglisce è esser riusciti a creare questo entusiasmo, questa voglia di basket in città, questa vicinanza alla squadra e alla società. Per questo dico ben vengano sfide così, con una posta in palio alta e tante emozioni. Proveremo a far durare Finchè potremo rimanere in questa situazione, ci proveremo a farla durare più a lungo possibile».  Si aspettava l'inizio a razzo di Brescia?  «Storicamente le squadre che vincono un campionato e mantengono il nucleo principale, difficilmente fanno male. Queste squadre come Brescia hanno un vantaggio, hanno già un'identità forte. In più gli innesti che hanno fatto sono davvero di livello alto anche se due sono nuovi per l'Italia ma Busma e Thomson che mi ha fatto un'ottima impressione Per questo Brescia non mi ha sorpreso e fino a qui non ha rubato nulla».  Qual è il giocatore che teme di più?  «Dico due nomi. Uno è Gergati, ha qualità davvero importanti ed un modo di stare in campo che mi piace molto. In questi giorni parlavo di lui con Galanda che mi ha detto che quando era a Varese, anche se lui era molto giovane, quando entrava in campo riusciva a dare la sua impronta. L'altro nome è Thompson. Temo molto la sua voglia di riscatto dopo l'ultima gara in cui ha fatto male almeno dal punto di vista balistico (0/8 dal campo)».  Dopo la vittoria entusiasmante di Sant'Antimo, cosa si aspetta dalla sua squadra?  «Di non avere cali di tensione, questo è il pericolo più grande. Abbiamo ancora troppe pause nell'arco del match e possono essere pagate care. Anche a Sant'Antimo ne abbiamo avute. Ora non possono essere escluse perché abbiamo solo due mesi di lavoro ma sicuramente limitate».  Dopo la performance di domenica, pensa che stasera sarà la gara più difficile per Hardy, perché gli avversari lo aspetterano con più attenzione?  «Le difficoltà dei rookie sono due. La prima è l'adeguamento alla nuova realtà, la seconda è che quando gli allenatori iniziano a conoscerli devono trovare alternative alle qualità mostrate all'inizio. Su questo stiamo lavorando con Dwight che ha un parco di soluzioni grandi ed è un giocatore mentalmente molto forte. Io stesso gli ripeto da settimane che ad ogni gara può trovare nuove difficoltà. Sono sicuro che sia lui che noi come squadra troveremo nuove difficoltà in questa gara. Più veloce sarà la sua capacità di adattarsi, meglio sarà per noi».

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