Sicurezza
LA SFIDA AL VERTICE
◗
Sandro DellAgnello, coach del Brescia 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Se Brescia è un avversario nuovo, molti dei suoi protagonisti sono ben conosciuti a cominciare dal timoniere, Sandro Dell'Agnello, che stasera rinnova il suo storico ruolo di avversario di tante battaglie (prima da giocatore, poi da coach) contro Pistoia. Per ruggire, dice Sandrokan, la sua "Leonessa" dovrà tener testa ad una delle big del campionato e ad un pubblico caldissimo. Coach Dell'Agnello, pronto per la sfida in vetta? «E' una sfida al vertice relativa visto che abbiamo giocato troppe poche gare. Siamo comunque contenti perchè abbiamo vinto quattro gare su cinque ed è un fatto. Purtroppo però non siamo pronti come avrei voluto perchè Goldwire non si è allenato per tutta la settimana. A Pistoia proverà pur con una caviglia che non smette di fargli male». Quali possono essere le chiavi della gara? «Pistoia e Brescia sono indubbiamente due squadre che stanno bene e che hanno fiducia nei propri mezzi. Il nostro merito, parlo per Brescia, è l'essersi fatti trovare pronti al via del campionato a differenze di squadre più blasonate. Le chiavi sono l'incomparabile esperienza che ha Pistoia rispetto a noi almeno nei primi sette giocatori e la sua maggior fisicità. E' una squadra "rude" nel senso positivo del termine». Si aspettava quest'inizio di Pistoia e, secondo lei, dove può arrivare la squadra di Moretti? «Sulla partenza, come ho detto prima, dipende molto da quanto una squadra è pronta all'inizio del campionato. Sul valore di Pistoia, basta guardare il quintetto che ha. Per me è una delle migliori squadre della Legadue». Quale giocatore teme di più dei biancorossi? «Hardy viene da una super gara ma, io vado controcorrente, perchè temo in particolar modo i giocatori esperti rispetto a chi fa 40 punti. A gente come Galanda, Mathis, Jones o Toppo, cosa vuoi nascondere?». Brescia è una delle sorprese dell'inizio di stagione. A cosa può ambire e cosa si aspetta da questa gara? «Noi puntiamo alla salvezza. A Pistoia sarà senza dubbio una gara difficile dove noi dobbiamo cercare di reggere l'urto con la loro fisicità e cercare di sopperire all'handicap delle condizioni di Goldwire, con la quantità. Io non ho superstelle ma ho dieci giocatori che lottano». Per lei, livornese doc, storico avversario di Pistoia, questa gara ha un sapore particolare? «Torno con piacere a Pistoia perchè sento parlare toscano e perchè leggo di un rinnovato entusiasmo lì che mi piacere. Giocare in un campo con un caldissimo tifo per la squadra di casa, è molto stimolante per un avversario». E.P.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
