Sicurezza
Presentato il nuovo allenatore della Pistoiese: un contratto di due anni per risollevare la squadra
«Dobbiamo azzerare il passato»
Saverio Melegari
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Lallenatore esonerato Alessandro Birindelli A destra Paolo Indiani col presidente Orazio Ferrari Mister Indiani ha le idee chiare: «Primo obiettivo, toglierci dall'ultimo posto»
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PISTOIA. Le basi per un futuro migliore della Pistoiese sono state gettate ieri pomeriggio perché Paolo Indiani legherà il suo nome alla panchina arancione fino al 30 giugno 2013. Un contratto biennale che vuole dire due cose. La Pistoiese è viva e vuole crescere, Indiani è l'uomo giusto per riportare l'Us fra i professionisti. Accantonato dopo sette partite Birindelli che paga colpe non sue (una squadra con tanti difetti) ma una scarsa esperienza in categoria, ecco il 57enne di Certaldo pronto a togliere la Pistoiese, quanto prima, perlomeno dall'ultimo posto in classifica nella quale è sprofondata dopo lo 0-0 di domenica con il Mezzolara. Una carriera iniziata a metà anni Novanta che lo ha portato sulle panchine di mezza Toscana e non solo, viste anche le avventure a Perugia, Foligno e Crotone. Mister, dalla Prima Divisione di Lega Pro alla serie D in pochi mesi. Ma chi glielo fa fare? Lo spirito che ho sentito nelle parole del presidente e la voglia di tornare a lavorare con Giovannini: quando miha chiamato non potevo dire di no, sia per lui che per la piazza dove venivo a lavorare. E' senz'altro una bella sfida quella che mi appresto a vivere con l'obiettivo di riportare in alto questa città anche perché c'è un direttore generale che merita molto di più della serie D ed, onestamente per quanto fatto in carriera, anche il sottoscritto ma non per questo mi sento sminuito di aver fatto questa scelta così importante. Cosa ha detto alla sua nuova squadra appena li ha visti? Che si mette un punto rispetto alle prime dieci giornate e si riparte da zero: non voglio sapere niente del passato, anche se ovviamente so cosa è successo finora. E' arrivato il momento di cancellare tutto e solo il campo mi dirà cosa fare. In una cosa sola, però, voglio essere chiaro fin da oggi e cioè che l'attuale rosa è ampiamente competitiva in questo campionato e non ho intenzione di vivacchiare per un mese e poi arrivare a dicembre e disfare tutto. Già questo è un ottimo punto di partenza. Però, qualche volta, l'avrà vista questa Pistoiese e conoscerà qualcuno? Tre partite le ho visionate ma sono dell'idea che conta di più una settimana di allenamento e di vita nello spogliatoio a stretto contatto piuttosto che vedere video o partite dalla tribuna. Della rosa conosco Hemmy che avevo con me a Lucca lo scorso anno e Scandurra, mentre tanti altri li ho avuti come avversari. Analizzando le esperienze che ha vissuto nelle altre squadre che ha allenato, viene spesso apostrofato come un mister "offensivo": è d'accordo? Non mi piace vedere etichette che vengono appiccicate addosso. L'importante sarà avere equilibrio fra i reparti del campo ed ovviamente dovremo fare al meglio tutte e due le fasi di gioco, sperando di riuscirci subito. Con il presidente e Giovannini vi siete già dati un obiettivo a breve termine? Nonostante la classifica attuale, siamo sempre in tempo a toglierci diverse soddisfazioni ma, per il momento, dobbiamo pensare ad uscire dall'ultimo posto che deve essere il primo scopo ma non il nostro limite perché se ci teniamo in testa la sola voglia di mettersi dietro solo sei squadre si rischia di fare brutte figure. Anche perché Pistoia, in serie D, non può solo ambire al quattordicesimo posto.
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