Gioco
Moretti soddisfatto a metà dopo le due gare di Castelfiorentino
«Siamo pericolosi in attacco, ma troppi rimbalzi persi»
Elisa Pacini
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Donte Mathis: evidente la sua crescita A destra Paolo Moretti durante un time out 3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Trovarsi di fronte squadre come Besiktas Istanbul e Montepaschi Siena, per una squadra di Legadue in pieno rodaggio come Pistoia, è un compito difficile. Eppure proprio in queste due gare si è vista una Giorgio Tesi Group in crescita rispetto alle precedenti ed altalenanti uscite. Questo a due settimane dal via del campionato e alla vigilia della Coppa Italia con Veroli. Abbiamo fatto il punto della situazione con Paolo Moretti. Coach, che cosa hanno detto le due giornate di Castelfiorentino? «Aver giocato due gare vicino casa, ci ha permesso di non subire cose sul lato logistico, ma qui incontravamo squadre di un livello tecnico e fisico superiore a noi. Devo dire che finchè il fisico e le energie hanno tenuto, siamo riusciti a giocare come avevo chiesto alla squadra: a difendere, a correre ad avere almeno idee comuni a metà campo. Non l'abbiamo fatto solo contro il Besiktas ma anche contro Siena dove nonostante le percentuali più basse, abbiamo costruito buoni tiri. Abbiamo sofferto molto la loro difesa, la fisicità a rimbalzo dei turchi ma sono stati due giorni importanti per la chimica della squadra». I miglioramenti del gioco sono paralleli alla crescita di Mathis? «I giocatori piccoli fanno meno fatica ad entrare in condizione ma i passi avanti vengono perché tutti iniziano a conoscersi e ad interpretare i giochi che abbiamo messo insieme». Il play biancorosso è comunque stato una delle note liete del torneo? «Sabato abbiamo finito con sei giocatori in doppia cifra e Gurini con 9 punti, vuol dire che offensivamente stiamo costruendo un sistema dove tutti sono pericolosi, come avevamo immaginato. Ma abbiamo anche subìto 170 punti in due gare, tanti nonostante gli avversari. Qui dobbiamo fare passi da giganti». Non è la prima volta che parla di sofferenza a rimbalzo. Si può dire che Yango è il più indietro? «Dopo la prima gara, nessuno sembrava indietro perché tutti hanno fatto la loro parte. Come ho detto, i piccoli fanno prima a recuperare, i "grandi" più fatica. Nel secondo match tra i lunghi il più brillante è stato Galanda ma perché nel primo aveva giocato meno. Il mio obiettivo è arrivare nel medio termine a portare tutti nelle condizioni ottimali. Diciamo nella parte più importante della stagione che è da novembre a gennaio». Come procede l'inserimento dei due americani? «Mi è stato chiesto se il più indietro è Yango, io penso che nella seconda gara chi ha fatto più fatica sia stato Jones. Dovremo aspettare altre due settimane, quelle che gli consentiranno di tornare ad essere l'arma illegale che è. Riguardo ad Hardy, il processo è inverso. E' già in buone condizioni ma deve conoscere gli avversari, gli arbitri, il gioco. Offensivamente l'ho visto meglio in questo torneo rispetto alle altre gare dove era andato troppo a folate». Ultima curiosità. Siena schierava Joe Forte che il 25 finirà il suo compito di "supplente". Era la prima volta che lo rivedeva dopo la fine dello scorso campionato? Cosa vi siete detti? «Lui era in contatto con Giulio Iozzelli per ragioni contrattuali. E' stato piacevole incontrarlo, ha giocato in maniera seria, ha fatto il play che non è il suo ruolo ma Siena ne ha bisogno. E' stata una sorpresa positiva».
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