Sicurezza
Tesi group, un cantiere aperto
Elisa Pacini
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Giulio Iozzelli diesse della Giorgio Tesi group Il diesse Giulio Iozzelli analizza la sconfitta e il blackout di Reggio Emilia
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PISTOIa. Il basket d'estate non dà punti ma sicuramente indicazioni su cui lavorare. In questo senso va analizzato, senza drammi, il passaggio a vuoto della Giorgio Tesi Group nell'amichevole di Reggio Emilia e quel clamoroso 22-0 di parziale subito dopo l'intervallo che fa notizia nella pallacanestro, estate o inverno che sia. Analizzando la gara, Giulio Iozzelli parla di alti e bassi come in tutto il precampionato ma non è preoccupato. Il diesse ricorda che la squadra è stata quasi interamente rinnovata e quindi il rodaggio iniziale comporta pazienza. Diesse, l'analisi dell'amichevole in Emilia non può che partire dal crollo del terzo quarto. Cosa è successo? «Contro Reggio Emilia è stata una partita a due facce. Discreta nella prima parte con noi spesso in vantaggio, mentre dal terzo tempo ci siamo disuniti. Più che motivi tecnici, mi è sembrato che la squadra abbia sofferto di una generale stanchezza psico- fisica dovuta a mille motivi. Ai carichi per la preparazione, ad un calo di concentrazione». Oltre ai numeri del break subito, ci sono state 23 palle perse e sconfitta a rimbalzo (38-32). «Abbiamo avuto quei 5' di palle perse, errori di superficialità e contropiedi avversari per un parziale netto. Prima avevamo fatto una discreta gara, dopo abbiamo provato a rientrare ma a quel punto è difficile riuscirci. Ricordiamoci che il precampionato va inteso come tale. In passato ci è capitato di fare un grosso precampionato e poi non far più nulla dopo. Di contro è anche vero che vincere qualche gara prima dell'inizio della stagione ufficiale, aiuta ad acquisire fiducia mentre perdere con un terzo tempo come quello di domenica non è il massimo della vita». Come ha visto i due americani? «Come un po' tutta la squadra, tra alti e bassi anche se Hardy ha iniziato bene mentre Jones nel terzo quarto non ha giocato molto causa falli. Sulla gara di domenica si può fare un discorso generale, più che individuale perché l'analisi di tutti i singoli nella seconda parte di gara è decisamente negativa». Sul versante indicazioni, il coach ha cambiato di nuovo i lunghi nel quintetto base scegliendo Galanda e Toppo e lasciando in panchina Yango. «Sono le prove che un allenatore deve fare in questo periodo. Il reparto lunghi, che poi è stato quello che ha sofferto di più in tutta la gara, è composto da giocatori che hanno caratteristiche diverse ma tutti da quintetto. Potrebbe anche cambiarlo sempre a seconda dell'avversario». Considerando tutto il precampionato, cosa le è piaciuto di più e cosa meno? «Diciamo che siamo un cantiere dove i lavori sono numerosi, ci vuole pazienza. In più il nostro precampionato è difficile visto che anche le prossime amichevoli ci metteranno di fronte a squadre di ottimo livello come Pesaro (mercoledì) e il Besiktas (sabato). Finora però ho anche visto un gruppo che si è allenato bene ogni giorno, senza mai tirarsi indietro e questo mi è piaciuto».
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