Hardy, l'uomo dei grandi numeri
Saverio Melegari
Nella Summer League appena conclusa, 57 punti con 11/14 da tre
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PISTOIA. Se Dwight Hardy cercava un biglietto da visita di spessore per i suoi nuovi tifosi, lo ha trovato senz'altro. Sentite qua. Summer League di New York, dieci giorni fa: la nuova guardia della Giorgio Tesi Group ha segnato 57 punti con 11/14 da tre punti. Roba da stropicciarsi gli occhi e soprattutto da far ben sperare la società sulla scelta effettuata oramai un mese fa. E lo score totalizzato da Hardy rappresenta il record per quella Summer League. Insomma il prodotto di Saint John's University è pronto per bruciare anche le retine dei palazzetti italiani e candidarsi come un possibile capocannoniere in LegaDue. Per il momento, però, ha bisogno di maturare e capire le differenze tecniche e regolamentari che ci sono fra il basket americano e quello europeo, oltre ad ambientarsi nella nuova squadra magari pranzando insieme ai compagni con un po' di pasta. Hardy, si presenta con questa performance incredibile alla Summer League: non è che vuole fare il leader della Giorgio Tesi Group? «Il mio obiettivo è quello di segnare tanti punti con questa maglia, visto che fino ad adesso nei campionati universitari ho sempre avuto buone percentuali. Dovrò garantire pericolosità dal perimetro alla squadra e quindi se c'è da diventarne il leader sono pronto». Come prima dichiarazione non c'è male. E dei suoi compagni qui a Pistoia cosa pensa, dopo averci sudato insieme soltanto in tre allenamenti? «Mi hanno accolto subito molto bene e di questo non posso che esserne contento. Sono convinto che ci troveremo in sintonia fin da subito e quello che mi ha colpito maggiormente è di aver trovato una mentalità positiva e vincente. Adesso non mi resta che allenarmi con tanto impegno per farmi trovare pronto per l'inizio del campionato». Cos'è che Hardy teme di più del passaggio dall'università all'Europa? «Ho bisogno di un po' di tempo per ambientarmi ma dovrò fare in fretta. Per il resto l'incognita maggiore è quella della regola dell'infrazione di passi, ma già dai primi due allenamenti ho iniziato a lavorare con lo staff per provare a limare anche questo difetto». Cosa si aspetta da questa avventura italiana? «Sono ancora giovane e per la prima volta mi confronto con un campionato molto competitivo. Ho studiato qualcosa dagli States e posso dire che il primo obiettivo è quello di migliorare fisicamente perché basta vedere dentro la nostra squadra per capire che la fisicità delle leghe italiane è notevole. E poi spero che questo team si possa abituare presto alla vittoria». In questi primi cinque giorni italiani è riuscito a vedere qualcosa anche della città di Pistoia? «Appena arrivato mi sono fiondato in palestra e faccio la spola fra lì e la mia casa. Con calma inizierò a visitare la città e magari mettere in piedi anche qualche giro nei dintorni di Pistoia: mi sono documentato su Internet prima di partire e di posti da vedere ce ne sono molti». Com'è il Dwight Hardy fuori dal parquet? «Sono un ragazzo molto tranquillo al quale piace ascoltare tanta musica e navigare in Internet. Adesso che sono in Italia potrò gustarne meglio la cucina, in particolar modo la pasta che è il mio piatto preferito. Vorrà dire che mangerò qualche volta meno il pollo fritto con le patate che in America non manca mai».
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