Italia
Contro la Sestese una Pistoiese a due velocità
Alessandro Benigni
Il mister: «Difesa mai in affanno». Ma davanti c'è ancora da lavorare
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PISTOIA. Il risultato non si discute, ma la Pistoiese vista domenica scorsa contro la Sestese ha ancora un po' di cose da registrare. C'è da premettere subito che la data e il clima sono stati due fattori importanti, se non determinanti, ai fini prestazionali, come ha dichiarato Riccardo Agostiniani a fine partita. «L'ultima settimana di agosto, dopo più di un mese di duro lavoro, non si può chiedere tanta brillantezza - ha spiegato il mister - Inoltre questo caldo record, arrivato tutto di un colpo, si fa sentire e non poco». Si potrebbe controbattere che questi fattori hanno inciso anche sulla squadra di Sesto, ma c'è da fare un sostanziale distinguo: il team di Bartalucci infatti, composto quasi interamente da giovanissimi, ha accusato meno le condizioni climatiche avverse, aiutato anche dalla carica che giocare contro una squadra blasonata in uno stadio come il "Melani" può dare. Detto questo, l'analisi della prestazione orange nella prima ufficiale denota un reparto arretrato già pronto per il campionato, mentre dalla cintola in su ci sarà ancora da lavorare. La difesa, infatti, guidata da un Pagani già in versione "uomo ovunque", ha palesato discreti passi avanti. «La retroguardia è stata sempre reattiva, mai in affanno - conferma il mister - non ha concesso quasi nulla agli avversari». Per quanto riguarda le quote, Gaffino ha avuto poco lavoro, Cantoni è apparso pià sicuro e Ceccherini ha disputato la sua miglior partita da quando è a Pistoia, dimostrandosi intraprendente nelle discese e concentrato nelle chiusure. Nel mezzo, invece, ci sono ancora da trovare i meccanismi migliori. Nel primo tempo il centrocampo in linea schierato da Ago non ha convinto: Reccolani non ha preso in mano le redini del gioco, Bigoni ha cominciato bene ma è andato scomparendo alla distanza, Paolicchi e Pieroni sono apparsi un po' appannati. Nel secondo tempo, con un cambiamento di assetto, le cose sono andate un po' meglio. «Siamo passati al rombo con De Gori trequartista - spiega il coach - e la squadra ne ha beneficiato. E' una variazione valida che può rivelarsi un'arma in più in campionato, anche a partita in corso». E proprio De Gori è apparso di gran lunga il più in forma. Tanto movimento, cross al bacio, gol: difficile tenerlo fuori in questo momento, visto soprattutto che la coppia d'attacco sta ancora arrancando. Per i due ex-rossoneri però c'è da tenere presente che la preparazione pesa il doppio e la brillantezza arriva un po' più tardi rispetto al resto della compagnia. «Per loro serve tempo, per ovvi motivi di stazza fisica - conclude Ago - anche se Biggi comincia già ad ingranare. E poi gli allenamenti non sono ancora entrati nel pieno del lavoro sulla rapidità».
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