Gioco
Galanda, è (quasi) fatta «A1 o Legadue non conta ma voglio giocare»
Elisa Pacini
L'ex pivot azzurro è appena rientrato dalla Grecia «Sì, a Pistoia ci penso. Deciderò in settimana»
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Potrebbe essere davvero questione di ore l'annuncio dell'ufficialità dell'accordo tra la Giorgio Tesi Group e Giacomo Galanda per un biennale che legherebbe uno dei giocatori italiani più importanti di sempre alla società biancorossa. Lui, Jack, simbolo azzurro, al telefono, appena sbarcato dalla Grecia non si sbilancia ma non nasconde che l'idea Pistoia lo stuzzichi davvero. «Ci sto pensando - dice il lungo udinese che con 215 gare in nazionale è il quarto azzurro nella classifica delle presenze - non c'è ancora nulla di definito. Io sono appena rientrato dalle vacanze anche se in questo periodo mi sono sempre tenuto in contatto con le società. Pistoia è sicuramente tra le mie scelte e devo dire che sono entusiasta dell'affetto che da Pistoia mi è stato dimostrato in questi giorni». Galanda si è sempre distinto per la sua serietà fuori e dentro il campo. Il basket l'ha portato ad essere l'idolo di diverse piazze importanti e un simbolo per una nazione intera e lui, da un friulano purosangue, non direbbe mai una parola di troppo. Ma oltre ai complimenti che Jack spende su Pistoia, altri indizi tendono al biancorosso. Galanda, 36 anni e una famiglia con cui decidere gli orizzonti professionali, ci dice che vuole una squadra che gli garantisca di poter giocare. Non importa la categoria. Fattori che fanno pendere decisamente per l'offerta della Tesi Group dove entrerebbe nelle rotazioni a tre insieme a Fiorello Toppo e Guillame Yango. Una formula che nella scorsa stagione, applicata al trio capitano-Varnado-Fucka, ha garantito spazio e notorietà a tutti e tre. «Certamente a livello generale - dice Galanda - il fatto di giocare in A1 dà più lustro ma non è una mia prerogativa attualmente. Io cerco un posto dove posso dare una mano consistente, dove posso fare il bene di una squadra che in futuro ha voglia di crescere. Fare l'A1 in panchina, come presenza per avere una quota italiana non mi interessa. Ho aspettato molto quest'anno perché sono legato a Varese, per una questione di uomo bandiera ma adesso la situazione è diversa. Il rapporto è finito e io guardo avanti». Guardare avanti vuol dire per il Jack Nazionale, prendere in grossa considerazione la proposta che il suo amico Paolino Moretti gli ha sicuramente formulato di persona. Di sicuro, ci dice, questa sarà la settimana cruciale in cui deciderà cosa farà nella prossima stagione. «Io valuto tutto prima di decidere - dice Galanda - ogni dettaglio e ci vado con i piedi di piombo ma sinceramente spero al più presto di chiudere riguardo alla prossima stagione. Io non mi metto fretta ma quando prendo una decisione, la prendo con il cuore e con la mente, non mi guardo più indietro». Parole che non stupiscono per uno come Galanda che tre anni fa (stagione 2008/2009) non ebbe problemi a rimanere a Varese dopo la retrocessione in Legadue e a mettersi al servizio della squadra per riportarla subito nell'Olimpo, confermandosi tra l'altro a 32 anni un crick per la categoria con 14,3 punti di media, 6,7 rimbalzi in 27,8' di utilizzo. Quell'anno la trasferta al PalaWhirpool dell'allora Carmatic fu la prima della gestione Moretti. Nonostante la diplomazia dell'ex capitano azzurro, la sensazione è che se non ci saranno sconvolgimenti dell'ultim'ora (vedi offerte veramente importanti dall'A1), Galanda potrà stringere di nuovo la mano al suo ex compagno di squadra, oggi coach. Stavolta non da avversario, ma da punta di diamante del suo nuovo roster.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google