Sicurezza
«Se Hardy e Yango renderanno come dico io siamo da playoff»
Elisa Pacini
◗
POKER. Paolo Moretti è pronto al suo quarto anno a Pistoia 5 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. La sua nuova creatura non è del tutto finita. Manca ancora un giocatore importante come il lungo italiano che dalla panchina dia sostanza e minuti. Ma il canovaccio della Giorgio Tesi Group è ben delineato. Paolo Moretti ri-arrotola il nastro di un mercato veloce e quanto mai concreto, spiega come è nata la squadra e quali sono le scommesse che vuole vincere per proiettarla in alto. Coach, il quintetto allestito è interessante. Partiamo dall'inizio e dal vostro "nord" sulla bussola del mercato: Donte Mathis. «Donte è un play puro, un uno di ruolo, un giocatore fisico con qualità di difensore. Ma è anche una guardia che può giocare due ritmi, chiudere l'azione fino al ferro oppure con l'arresto e tiro da fuori. Ha personalità, esperienza e la sua doppia anima americana ed italiana gli dà le caratteristiche per poter essere il giusto leader». Accanto gli avete messo un esordiente che ha fatto appassionare il Madison Square Garden, Dwight Hardy... «È un realizzatore, il giocatore con tanti punti nelle mani. Può finire l'azione con la palla in mano o uscire dai blocchi senza palla. In fase offensiva gli piace il "traffico", usare il corpo, i contatti e poi il suo tiro in controtempo. Dal perimetro può andare al tiro da solo o con il pick'n roll. Gli scuot Nba dicono di lui che ha grande leadership e personalità ma per quel livello, deve migliorare il "playmaking" e anche se può giocare sia da 1 che da 2 ed è complementare a Saccaggi». A parte le differenze di ruolo, la sua storia lo porterà ad essere un rookie simile o diverso da Varnado? «Vengono da un contesto simile, entrambi hanno avuto valutazioni alte nel cammino universitario. Hardy a differenza di Varnado non è stato una scelta perché fisicamente non può competere con le guardie Nba e tecnicamente non è un play puro, come dicevo. Per il resto penso che le difficoltà di ambientamento siano quelle che Varnado ha brillantemente superato l'anno scorso con l'aiuto dello staff e della squadra che sarà fondamentale». Con l'ingaggio di Bobby Jones avete sorpreso e stupito tutti... «All'inizio avevamo in mente un altro tipo di giocatore e lui aveva avuto tante offerte nelle prime settimane di luglio ma, come spesso succede, si aspettava di più. Quando sono decadute noi siamo stati pronti a fare una nuova offerta e a dare pochi giorni per decidere. Così la trattativa è andata in porto. Dopo aver firmato due guardie medio piccole, avevamo bisogno di un giocatore con un impatto fisico devastante. Ci dà dimensione totale in difesa e aggredisce il canestro in ogni maniera. Fa le piccole cose che fanno la differenza tra una vittoria e una sconfitta». Come lungo titolare avete riportato in Italia Yango che proprio nei nostri campionati aveva fatto buone cose. Negli ultimi all'estero però il suo minutaggio è sceso... «Yango non è particolarmente verticale, non è un saltatore alla Varnado ma è un 2.05 fisico e riempie l'area. Offensivamente ha un tiro da 4-5 metri sempre pericoloso, che aprirà gli spazi quando vorremo andare a canestro con Fiorello o gli esterni. Negli ultimi anni è stato soprattutto un centro difensivo ma giocando con continuità come in Italia, può dare molti punti e rimbalzi». Cosa si aspetta da lui? «Mi aspetto grande voglia di emergere. A 29 anni non puoi guardarti indietro, devi avere orgoglio e ambizione di guardare avanti. Ha voluto fortemente venire qua, ci ha aspettato e ha accettato un'offerta bassa rispetto a quello che gli avrebbero offerto dalla Led Gold (A2 spagnola) o in Francia. Questo è un segnale importante per noi». Non dimentichiamo il capitano che viene dalla sua miglior stagione in Legadue... «In questi tre anni Fiorello è sempre stato il punto di partenza del nostro quintetto sia perché è un italiano vero e di solito si parte da lì, sia perché ha fatto stagione dopo stagione passi in avanti caratteriali e tecnici. È un uomo e un giocatore vorace di migliorare. Tecnicamente è un giocatore atipico che ha sempre bisogno di un lungo che lo completi. A lui chiedo un altro passo avanti ancora sul carisma e sulla leadership». L'anno scorso dopo il mercato aveva detto di essere soddisfatto. Quest'anno qual è il suo stato d'animo verso la nuova squadra? «La squadra è incompleta. Oltre al lungo, dobbiamo definire i giovani che chiuderanno il roster a 12. Direi che questa squadra è stimolante, ci sono giocatori duttili ed alcune incognite. Mi sembra un gruppo dove tutti hanno ambizioni, ora si tratta di costruirci un gioco. Il mestiere del coach è mettere nelle mani dei giocatori il compito per farli rendere al massimo». Tatticamente è una squadra molto diversa da quella dell'anno scorso. Si può dire che ricorda quella di due anni fa (con Skinn e Slay e inizialmente Phillips) o si è ispirato ad un'altra in particolare? «Non sono partito da quella squadra ma dai punti di partenza che avevamo: la conferma di Fiorello e l'idea nelle due guardie di creare spazio per Saccaggi. Siamo partiti inseguendo il play e abbiamo trovato in Mathis quello che ci dava più garanzie e affidabilità. Poi abbiamo scelto Hardy e da qui un 3 e un 5 che si completassero. In panchina era fondamentale avere uno specialista 2-3 come Gurini». Ha detto che è stimolato da questa squadra. Si possono mettere come obiettivi il lancio di Hardy e il rilancio di Yango.? «Questi sono i giocatori con cui dovremo avere più pazienza ma anche quelli da cui ci aspettiamo tanto. La valutazione degli obiettivi stagionali penso che passerà da qui. Se come credo e spero ci daranno tanto, gli obiettivi potranno andare verso l'alto e verso i playoff. Se con i tempi di ambientamento avranno difficoltà a calarsi in questa realtà, lotteremo con le squadre di seconda fascia. Ma un altro obiettivo è relativo a Saccaggi e Tuci». Per loro sarà l'annata cruciale? «Vorrei che loro alla fine della stagione avessero un'identità, ci dessero risposte vere. Abbiamo costruito la squadra per dargli spazio. Crediamo in loro e questo progetto coinvolgerebbe tutti, la città, il settore giovanile, la società intera».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
