La manifestazione
«Ho scelto i tifosi e Moretti»
Elisa Pacini
◗
DA NOVARA A UDINE. Due anni a Ragusa, due a Novara, due a Casale e due a Udine per Donte Mathis, furetto che ha gestito la cabina di regia di mezza Legadue Mathis da Houston carica la Giorgio Tesi: un gruppo completo in tutti i ruoli
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Si sta godendo gli ultimi scampoli di vacanza nella sua Houston ma Donte Mathis sembra già pronto ad iniziare la nuova avventura. Almeno mentalmente il nuovo play della Giorgio Tesi Group, l'uomo di esperienza che dovrà amministrare i giochi della squadra di Moretti, sembra già sintonizzato sulla frequenza biancorossa e perché la nuova squadra lo stuzzica e parecchio. «Le aspettative sono alte - dice il regista italo-texano - se saremo uniti, il cielo sarà il limite». Di sicuro Mathis è uno che sa parlare ai tifosi: le sue prime parole biancorosse trasudano esperienza e il tocco poetico impensato è destinato a far impennare l'entusiasmo dei supporters pistoiesi che, grazie alla rete, hanno fatto capire al navigato regista ex Udine e Casale il calore e clima di attesa che si respira a Pistoia. Mathis, lei è un giocatore molto esperto della Legadue a cui non saranno mancate le offerte. Come mai ha scelto Pistoia? «L'ho scelta prima di tutto per l'allenatore Paolo Moretti e per la mentalità che ho percepito, di voler essere ambiziosi. In più negli ultimi anni ho giocato tante volte da avversario e a Pistoia c'era sempre una passione evidente su come intendevano il basket. Sia da parte dei tifosi, sia da parte dell'allenatore e del suo staff e quindi della squadra». Dopo la conferma del capitano Fiorello Toppo, lei è stato il primo tassello della nuova squadra. Ha seguito le altre mosse di mercato? «Sì, ho seguito il mercato di Pistoia da vicino e sono molto soddisfatto delle scelte per la squadra. Penso che può essere un gruppo unito e completo con grandi armi in tutti i posti giusti». Ha destato curiosità l'ingaggio di Dwight Hardy, il rookie esploso con la Saint John's University, di cui si parla molto bene negli ambienti universitari americani... «Non lo conosco personalmente ma ho giocato insieme a diversi rookie negli ultimi anni. La cosa che mi piace di loro è che spesso sono molto "affamati". Lo dico nel senso cestistico del termine, hanno molta volta di dimostrare tutto il loro valore agli altri». Cosa vuol dire per gli altri giocatori, soprattutto per i più esperti come lei, avere un esordiente in squadra? «Penso che in base al talento e alle caratteristiche di Hardy, dovremo "allevarlo" in questo campionato. Cioè dovremo aiutarlo ai cambiamenti che sicuramente lo aspettano all'arrivo dagli Stati Uniti all' Europa». I tifosi pistoiesi sono in fermento per il mercato e per quello che potrà fare Pistoia dalla prossima stagione. È d'accordo sulle loro aspettative: sarà un anno speciale per il biancorosso? «Io posso dire che le mie aspettative sono alte. Io non sono uno che dice che vinceremo questo o quello, ma in base alla composizione della squadra e su come mi aspetto di lavorare dico che potrebbe essere una stagione molto entusiasmante per tutti. Se noi lavoreremo insieme sulla strada giusta, solo il cielo sarà il nostro limite».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
