Il Tirreno

Pistoia

«Pistoiese, ce la farai»

Alessandro Benigni
<b>DIGA.</b> Pagani
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DIGA. Pagani

Il condottiero del Borgo-record: campionato duro, orange forti

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 PISTOIA. È stato il principale artefice della favola Borgo, la squadra che l'anno scorso, partendo con propositi di salvezza, ha dominato in lungo e il largo la serie D. Guido Pagliuca ha fatto sognare gli sportivi buggianesi con un calcio brillante ed efficace, spumeggiante e cinico. Chi meglio di lui può indicare il cammino alla Pistoiese, anticipando insidie, trappole e difficoltà di un campionato che per tutti i tifosi arancioni è sconosciuto? Ora Pagliuca la D l'ha abbandonata, ma non al timone del Borgo, ma a quello del Gavorrano, dove si aspettano grandi cose dal direttore d'orchestra del Borgo dei miracoli: «Mi trovo benissimo - esordisce - la società è corretta. La nostra è una linea verde: accanto a quattro giocatori esperti affianchiamo ben venti giovani in quota. L'obiettivo è una salvezza tranquilla».  Per un Borgo che è approdato tra i pro, c'è una Pistoiese che è sbarcata in serie D, ma con l'intento di proseguire subito la scalata. E la rosa allestita per mister Agostiniani è lì a dimostrarlo: «Pistoia è una piazza importante e sicuramente merita ben altri palcoscenici - afferma - per questo faccio agli arancioni i miei migliori auguri per la stagione ventura. La squadra è stata costruita bene - prosegue - del resto Bargagna è una persona capace che sa perfettamente come allestire una compagine vincente». Pagliuca poi si addentra in un'analisi degli orange reparto per reparto: «In porta hanno fatto un grande colpo con Gaffino - dice - senza dubbio il miglior portiere del nostro girone insieme a Strambi lo scorso anno. È una quota, ma ha già una discreta esperienza e sicurezza. È un punto di partenza importante, perché se riesci a usare le quote ricevendo in cambio l'affidabilità di un senior sei sulla strada giusta».  Pagliuca continua: «In difesa, accanto a un mostro sacro come Pagani, si è deciso di piazzare qualche giovane: io non li conosco ma conosco invece chi li ha scelti e sono sicuro che si tratti di ragazzi di qualità e sicuro affidamento». Ottimi anche i giudizi su centrocampo ed attacco: «In mediana Bigoni e Reccolani sono due top player che sanno benissimo che cosa vuol dire vincere e lo dimostreranno anche a Pistoia. Davanti invece Biggi-Scandurra-De Gori portano con loro un potenziale distruttivo. Non c'è dubbio - chiude - il presidente Ferrari ha allestito una vera corazzata, che mi ricorda molto da vicino la Lucchese di tre anni fa».  Pagliuca sa bene però quante insidie possa nascondere il campionato dilettanti: «Vincere non è mai facile, questo è ovvio, ma non credo che la Pistoiese possa incontrare grosse difficoltà. Ha dalla sua un pubblico che ti fa iniziare ogni gara con una marcia in più, può vantare dei giocatori che sanno benissimo come gestire sè stessi e un eventuale momento di crisi della squadra. Certo - continua - qualche perno dell'anno scorso non c'è più. Lasciare andar via Arricca, Balleri, Flauto e Stefanelli non deve essere stato facile, ma Agostiniani è un grande allenatore che sa come compattare un gruppo nuovo in poco tempo. Noi a Borgo, per fare un esempio, abbiamo vinto con molto meno: l'importante è che l'atteggiamento dei giocatori sia quello giusto. E serve concentrazione massima e capace di durare nel tempo perché il campionato è lungo». Non mancheranno comunque avversari di livello, anche se ancora non si sa ancora come saranno composti i gironi: «Sicuramente ci sarà da stare attenti al Pontedera, una squadra che culla propositi di promozione. Poi occhio al Tuttocuoio di coach Alvini, che con Mordagà e Balestri si è rinforzato molto, e al Forcoli di mister Brachi, che stimo davvero molto. Le incognite Arezzo e Lucchese daranno al campionato un profumo di professionismo».

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