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Pistoia

Ferrari conta i giorni ma rimane aperta l'ipotesi Bozzi & C

Saverio Melegari
<b>PRESIDENTI.</b> Ferrari e Bozzi col sindaco
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PRESIDENTI. Ferrari e Bozzi col sindaco

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 PISTOIA. Cinque giorni di attesa sulla possibile reimmissione in libertà del presidente Ferrari, e poi? Cosa succederà dopo martedì prossimo, soprattutto nel caso in cui lo stesso numero uno dell'Us non riuscisse, tramite i propri legali, a dimostrare l'estraneità a "Fuori tutto"? Anche perché il futuro potrebbe regalare due strade diametralmente opposte: Ferrari di nuovo al timone e l'allestimento di una nuova corazzata con i vari Pagani e Colombo; cambio della guardia (Bozzi con il rientro per Di Sario e Poli?) con obiettivi ridimensionati ed una squadra che si possa salvare in serie D.  C'è, infatti, chi chiede un passo indietro allo stesso Ferrari per dare comunque una immagine cristallina dei vertici societari e non destabilizzare i numerosi sponsor che nell'ultima stagione si sono avvicinati al mondo arancione. Al momento l'attuale numero uno della Pistoiese ha declinato l'invito, addirittura fermando l'ipotesi di un passaggio di consegne familiari da lui al figlio Marco che sembrava la più ovvia dopo gli arresti domiciliari. Ma la pista che non è stata definitivamente abbandonata è quella che porta a Luciano Bozzi, anche se non in prima persona, che potrebbe avere di nuovo la voglia di gettarsi nella mischia e tirare le fila di un nuovo pacchetto societario che si prenderebbe la maggioranza delle quote dell'Us, costringendo lo stesso Ferrari a rassegnare le dimissioni e mettere in vendita le sue quote.  Certo è che, in questo caso, non si potrebbero fare ipotesi di un nuovo squadrone anche perché giocatori particolarmente legati a Ferrari, vedi Pieroni o Colombo, potrebbero anche non rientrare nei piani futuri e si penserebbe soltanto a costruire una rosa che possa disputare un dignitoso campionato di serie D (non correrebbero rischi di conferma Arricca e Balleri visto il legame con Bargagna), in attesa di qualche nuovo ingresso.  A margine del consiglio federale di martedì, intanto il presidente della Figc Giancarlo Abete è stato chiaro sugli eventuali ripescaggi in Lega Pro: «Se non si raggiungerà il tetto delle 76 squadre, adotteremo un format minore ma non ci saranno salti doppi». Nell'ipotesi che tutto vada per il meglio, sarà sicuramente serie D.

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