Il Tirreno

Pistoia

Mille storie in una corsa leggendaria: l’abbraccio tra Chiappelli e Bianchi, i sempre presenti

Alla Piramide come le Winx

Giacomo Carobbi
Alla Piramide come le Winx

Chi si presenta con le ali e chi corona il sogno in nove ore

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 ABETONE. L'incontro avviene alle 7 in punto, proprio davanti al battistero. I due, che ora si salutano come vecchi amici, hanno qualcosa di speciale rispetto alle centinaia di podisti che affollano Piazza del Duomo. Giordano Chiappelli e Daniele Bianchi si conoscono da trentasei anni, da quel 18 luglio 1976 che segnò l'inizio della storia della Pistoia-Abetone. Il tempo solo per due chiacchiere, anche se i ricordi da evocare sarebbero mille. Bianchi è taciturno, schivo. Ma si fa convincere lo stesso a posare per una foto che è il simbolo dell'attaccamento a quella che, più di una corsa, è una famiglia. L'appuntamento è all'arrivo, per salutarsi ancora. Perché arriveranno, come sempre. Ora però è tempo di andare, l'ora della partenza si sta avvicinando.  La giornata è di quelle da gita fuori porta. Cielo azzurro e temperatura balneare, ma sono in tanti ad aver preferito i tornanti della statale 66 al refrigerio di una giornata al mare. Potere della Pistoia-Abetone, che si apre con la consueta invasione delle strade del centro e prosegue lungo i curvoni che portano a Le Piastre come un interminabile fiume umano: podisti, curiosi, ciclisti e staffette al seguito. Tutti in fibrillazione per l'ultramaratona, e per i protagonisti dei primi allunghi. A Le Piastre c'è il primo vincitore: è Fabrizio Becattini, che taglia il traguardo a braccia alzate. Altri mille atleti sfrecciano verso San Marcello, ma la carovana al seguito si sofferma un po': è tempo di colazione, le botteghe sfornano gustose focacce alla mortadella e c'è addirittura chi allieta i presenti con qualche nota da piano bar. Il tempo di un saluto a Roberto Lotti, il vincitore della prima edizione che come tutti gli anni è di servizio con la sua impeccabile divisa da vigile urbano. È indaffarato, ma ribadisce la promessa: «mi sto già allenando, ci vediamo il prossimo anno». A San Marcello arriva come un missile Massimo Mei, Piazza Matteotti è gremita e anche qui la musica non manca. Ma il bello deve ancora arrivare. Alla fine dell'ennesima discesa spezzagambe, il gran finale: da La Lima in poi la carovana diventa un serpentone senza soluzione di continuità. La pendenza fa sbuffare le auto, ma non i tre moschettieri della falcata. A Cutigliano, D'Innocenti lascia andare i due fuggitivi: Kipkering e Di Cecco duelleranno fino alla fine, quando il keniano riempirà Piazza delle Piramidi con il suo sorriso.  All'Abetone è già festa dal mattino, con i ragazzi del Quarto Traguardo e la loro invasione colorata. Quindi sfilano tutti, fitwalkers e camminatori della notte. C'è chi arriva mano nella mano con il figlioletto, chi si rotola per l'ultimo metro. E c'è pure chi, all'ultima curva, pensa bene di indossare due ali in stile Winx. È il pistoiese Massimo Tuci, che aveva promesso di arrivare entro le 8 ore: chiude con un dignitoso 7 e 40. Intanto Chiappelli è già al ristoro da un po', sta aspettando il suo amico Bianchi: che arriva, puntuale come sempre, dopo nove ore di corsa. Per l'abbraccio finale numero 36.

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