Il Tirreno

Pistoia

 «Fu davvero una bella emozione. Nonostante la mia scarsa preparazione, riuscii a vincere ...

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 «Fu davvero una bella emozione. Nonostante la mia scarsa preparazione, riuscii a vincere con un minuto di vantaggio su Baccaro, anche lui uno specialista di queste corse spezzagambe».  E l'anno successivo che successe? Difficile vincere ma ancora di più ripetersi?  «Quella volta mi presentai con poca salita nelle gambe. Venivo da una lunga trasferta con la nazionale con cui avevo fatto un lavoro non finalizzato alla Pistoia-Abetone. Infatti a Le Regine fui assalito dai crampi e Loris, uno dei fratelli Gennari, mi batté. Anzi per la verità mi seminò».  Ma da combattente non si arrese...  «Ci mancherebbe: decisi che mi sarei preparato meglio, e l'anno dopo puntualmente vinsi con 7 minuti di distacco su Loris».  L'ultima sua partecipazione è datata 1982, ma la corsa lei non l'ha mai abbandonata veramente. Questione di cuore o nostalgia?  «Ho sempre accettato volentieri di fare servizio, io alle Piastre sono sempre passato in testa e mi fa piacere rievocare quei momenti. Ma nessuno si è mai accorto di me».  Ci sarà anche quest'anno?  «Stavolta sì, sarò come sempre al lavoro perché tutto fili nel modo migliore. Ma il prossimo anno se tutto andrà bene manterrò la promessa che ho fatto a un caro amico».  Quale?  «Quella di tornare a correre la Pistoia-Abetone. Non so ancora per quale traguardo mi iscriverò, dipende da quanto e come riuscirò ad allenarmi. Comunque ci sarò». G. C.

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