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Pistoia

Game over Aglianese: anche Pieri e Scatizzi lasciano la società

Giacomo Carobbi
<b>UN ANNO FA.</b> Sotto le stelle di Agliana si brinda al salvataggio: ma sar&agrave; solo per 12 mesi
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UN ANNO FA. Sotto le stelle di Agliana si brinda al salvataggio: ma sarà solo per 12 mesi

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 AGLIANA. Pieri e Scatizzi lasciano l'Aglianese: a una settimana dall'abbandono del presidente Guarducci, se ne vanno anche i due imprenditori che con il loro apporto avevano permesso alla società neroverde di salvare la propria identità e disputare un dignitoso torneo di Prima categoria. Lo scenario che si va configurando non lascia troppe speranze per il futuro della principale compagine di Agliana, a pochi anni dal precedente crollo societario che aveva fatto calare il sipario sulla lunga stagione tra i prof.  All'indomani delle dimissioni di Guarducci, Antonio Pieri aveva lanciato un appello alla città, auspicando che si mettesse in moto un meccanismo per salvare almeno il salvabile. Ma al momento tutto tace, e la situazione, già aggravata dalle frizioni legate alla querelle sulla fusione sfumata, sembra irrecuperabile. La smobilitazione annunciata si sta concretizzando con le partenze di Costa e Barni, già passati al Tavola, di Gocaj, che andrà al Calenzano e di Rinaldini, già ufficialmente in forza alla Santabarbara. Per non parlare di tutte le altre trattative in corso, che interesserebbero almeno altri cinque giocatori della rosa nero verde in procinto di cambiare casacca.  «È stata una decisione sofferta - dichiara Pieri - perché noi all'Aglianese vogliamo bene e non volevamo certamente che si arrivasse a questo. Tuttavia dobbiamo prendere atto con estremo dispiacere del disinteresse diffuso della città. In assenza di un riscontro, in termini sia di persone che di risorse economiche, per quanto ci riguarda il capitolo è chiuso».  Allo stato delle cose, le vie percorribili sono tre: allestire una rosa a costo zero e iscriversi alla Prima Categoria, eventualità che comporta il rischio concreto di disputare un campionato mediocre; ripartire dalla Terza, per tenere in vita la società in attesa di momenti migliori; abbandonare la prima squadra e dedicarsi esclusivamente al settore giovanile. In due casi su tre, si profilerebbe per la Santabarbara un futuro da prima realtà e per gli Amici Miei un'insperata promozione a seconda forza cittadina.  «Il calcio è cambiato profondamente - spiega l'ex dirigente aglianese - con i costi attuali è impensabile affrontare una stagione senza basi solide. Servono sponsor e figure in grado di garantire una certa liquidità, altrimenti conviene mollare. Agliana non è un'eccezione, il problema è diffuso e lo sappiamo tutti». I casi Montale e Forrottoli stanno lì a dimostrarlo, la stessa Aglianese ha già dato forfait una volta e un secondo colpo potrebbe risultarle fatale.  A questo punto non resta che attendere un segnale da parte della città. Istituzioni, imprenditori e comunità aglianese sono chiamati ad una prova d'orgoglio che smentisca le parole di Pieri, che conclude: «Siamo consapevoli del momento che stiamo vivendo da parte nostra siamo ancora pronti a dare il nostro contributo ma non possiamo farlo da soli».

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