Il Tirreno

Pistoia

L'Aglianese calcio rischia di scomparire

Giacomo Carobbi
Da sinistra Ferri e Cecchi in una gara dell’Aglianese
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Da sinistra Ferri e Cecchi in una gara dell’Aglianese

Guarducci lascia il gruppo, Pieri e Scatizzi chiedono garanzie per continuare l'attività

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 AGLIANA. Tempi duri per l'Aglianese, senza una guida dopo l'abbandono del presidente Paolo Guarducci. Lunedì sera Guarducci non si è presentato alla riunione del consiglio direttivo che vedeva al primo punto proprio la discussione sul futuro della società neroverde.  Dimissionario da tempo, l'ex numero uno aveva mantenuto la carica in attesa di sviluppi sulla questione riguardante la fusione con il Santabarbara. Il matrimonio però non c'è stato. Per il no di Pasquale Ermini, che da mesi indicava nella presenza di alcuni dirigenti del settore giovanile il motivo del suo diniego, ma anche per divergenze interne al consiglio dell'Ac Aglianese.  La mancata presentazione di Guarducci alla riunione ha scatenato un piccolo terremoto, e la gestione della società sembra essere diventata una patata bollente che rischia di pregiudicarne il futuro. Il primo guaio serio è l'alt del tandem Pieri-Scatizzi, che ora chiede garanzie per proseguire nell'impegno che, di fatto, ha tenuto in vita la squadra principale di Agliana.  «L'Aglianese si trova in una situazione difficile», spiega Antonio Pieri, che si è detto subito spiazzato dalle parole di Guarducci.  «Allo stato delle cose - ha continuato Pieri - se non sarà individuata una figura di riferimento che offra garanzie istituzionali e risorse economiche, sarà assai improbabile riuscire ad allestire una squadra competitiva per il prossimo campionato».  L'allarme è chiaro: siamo al 15 di giugno, il mercato è già in fase avanzata e il rischio concreto è quello di vedersi sfuggire di mano molti di quei giovani che hanno costituito l'ossatura della squadra.  «Malgrado la ristrettezza delle possibilità - ha aggiunto Pieri - nello scorso campionato abbiamo raggiunto buoni risultati riuscendo a tenere insieme un gruppo di ragazzi che, mi preme sottolinearlo, era formato in maggioranza da aglianesi. Di questo passo svanisce tutto».  La ricetta per risollevare le sorti della società sembra complicata.  «Servirebbe impegno da parte di tutti - ha detto Pieri -. L'Aglianese è patrimonio di tutta la città, per questo speriamo che si facciano avanti al più presto le istituzioni, unitamente ad una persona che abbia a cuore le sorti neroverdi e sia disposto a farsi carico della struttura. Perché non c'è solo la prima squadra, c'è un settore giovanile che vede coinvolti 250 ragazzi. Io e Scatizzi non ci siamo mai tirati indietro, e siamo pronti a rinnovare il nostro impegno ma aspettiamo proposte serie».

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