Gioco
La verità di Joe Forte: «Non mi sono rifiutato di scendere in campo»
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Per 24 ore Joe Forte si è trincerato dietro al silenzio. Giovedì sera però - come scriviamo nella pagina a fianco - ha partecipato alla cena della squadra. E ieri è arrivata la sua versione dei fattacci di gara-tre. A raccontarla il suo procuratore, Dario Santrolli, titolare della Megasport, una delle più importanti agenzie d'Italia. Santrolli prima di virgolettare le parole che Forte gli ha prima detto a voce e poi messo per scritto in una mail, fa una premessa. «Nelle prime due gare a Casale - dice - Joe ha giocato male. L'eccessiva voglia di riscatto che aveva al PalaFermi si è trasformata in nervosismo e tensione». Detto ciò, Santrolli ricostruisce i fatti di martedì sera rileggendo la mail dettagliata che ha chiesto al suo assistito su ciò che è sucesso dal 16' al 24', cioè dalla lite tra Jf e Varnado all'ultima volta che lui e Moretti si sono parlati in panchina. Una mail che Santrolli ci legge al telefono e che riportiamo. «Il problema tra noi (Forte e Varnado, ndr) era legato a come andava fatto il pick'n roll - scrive Jf nella sua lettera - a cosa il coach aveva detto di fare a Varnado sul pick'n roll». Una normalissima discussione di gioco insomma ha acceso la miccia di quel caos. Da quella discussione è nato l'animato battibecco, lo spintone di Varnado e la rissa sfiorata. La mail riprende dai 15 minuti di intervallo. «Tornati nello spogliatoio - dice Forte - io ho subito detto a Varnado di stare tranquillo. Lui era ancora aggressivo e per questo sono andato in bagno, dove sono rimasto due minuti, perché si calmasse la situazione. Dopo che tutti sono usciti per rientrare in campo, io sono rimasto negli spogliatoi. È venuto da me Giulio (Iozzelli, ndr) e siamo rimasti da soli. Mi ha detto: "E' vero che ti sei rifiutato di giocare?". Ho detto a Giulio che questo era quello che poteva aver interpretato Moretti ma che io volevo giocare sicuramente. Sono rientrato per l'inizio del terzo quarto e rimasto in campo pronto a partire in quintetto. Moretti mi ha richiamato e mi ha sostituito con Janis». La mail di Forte prosegue: «L'ultimo dialogo che ho avuto con il coach è stato al 4' del terzo tempino. Lui si è girato verso di me e mi ha detto "Ti sei calmato? Entri o no?". Io gli ho detto: "Perché fai queste scene? Certo che sì"». Tutti sanno che Forte dalla panchina non si è più alzato e che Moretti ha parlato di un secondo rifiuto da parte sua. «In quel momento - commenta Santrolli - banalmente c'è stato un fraintendimento. Forte non ha mai detto che non voleva giocare. La ricostruzione che Joe mi ha fatto è plausibile, perché tutti hanno visto Moretti che l'ha richiamato a sedere ad inizio terzo quarto mentre lui era pronto per giocare. Quando poi Joe gli ha detto dopo pochi minuti "perché fai queste scene? Certo che sì", i due non si sono capiti. Moretti ha interpretato una battuta, detta sicuramente in tono aggressivo, e l'ha letta come un diniego. Questo non scusa il gesto di Joe che ha delle colpe ma in questi giorni è passato un messaggio sbagliato. Lui non ha mai detto "no, non gioco" e il coach dopo ha frainteso la sua aggressività».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
