Toscana
Al San Francisco di Montecatini squadra e dirigenti a tavola. Assente solo Porzingis volato in Lettonia
E i due Usa arrivano insieme alla cena dei saluti
Elisa Pacini
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PISTOIA. Una cena al San Francisco di Montecatini Terme, locale gestito dallo sponsor Maurizio Carrara, fra squadra e dirigenza per salutarsi e chiudere i dissapori venuti fuori nello spogliatoio Tuscany dopo il brutto epilogo dei playoff di martedì sera contro Casale Monferrato. A questa cena c'era anche Joe Forte che si è presentato alla serata arrivando in auto assieme a Jarvis Varnado, segno che i due si sono parlati e, nei limiti del possibile, hanno cercato di chiarirsi dopo la poco edificante scenetta messa in mostra a metà secondo quarto di garatre playoff di quattro giorni fa. Forte ha cenato con tutto il resto della squadra, cercando di scusarsi per quanto accaduto e nella mattinata di ieri, così come il Tornado, ha fatto rientro a casa, cioè in Israele dove vive insieme alla famiglia, mentre il "Re delle stoppate" ha preso l'aereo in direzione Stati Uniti, in attesa di sapere la sua sistemazione nella prossima stagione con due possibilità: subito Nba, oppure una squadra di rango in Europa. Alla cena, invece, non ha preso parte Janis Porzingis che già nel pomeriggio di giovedì ha ripreso la strada della Lettonia. Ieri mattina, inoltre, consueta partitella di calcetto di fine anno a Legno Rosso per tutti coloro che sono rimasti a Pistoia, allenatori e staff tecnico. Resta da stabilire quando ci sarà lo sciogliete le righe, ma almeno gli italiani dovrebbero rimanere in città anche per la prossima settimana, prima di una fase di vacanza. Non sono da escludere una decina di giorni di allenamenti nella seconda metà di giugno. S. M. Santrolli ripete più volte di credere alla versione del suo giocatore («a volte si comporta in maniera non equilibrata ma è sempre onesto e sincero») ma precisa che il suo intento non è scaricare le colpe al coach, nè dar contro alle sue parole. «Non posso nemmeno immaginare che Moretti dica il falso - continua il procuratore - posso invece immaginare che abbia interpretato male la battuta di Joe». «Jf ha sicuramente sbagliato nella lite con Varnado - continua Santrolli - ha più anni di lui e non doveva cadere nella provocazione di Varnado. Ma è proprio per questo che mi ha detto di essersi chiuso in bagno nell'intervallo per calmare le acque. Sono sicuro che tutti sono in buona fede, capisco Moretti, non è facile gestire queste situazioni ma penso che vada dato a Joe il beneficio del dubbio sul fatto che lui non si sia rifiutato di giocare. Non voglio scaricare colpe su altri, ci rimettiamo alla società dopo un'annata in cui tutto è andato bene tanto che lui non ha mai preso una multa». L'altro punto cruciale è proprio questo. Quello che stona è l'immagine di Forte di martedì con quella di idolo del PalaFermi e capo-popolo nella festa qualificazione playoff dopo la vittoria su Jesi. «Ero pronto a venire a Pistoia - continua Santrolli - per discutere del suo rinnovo di contratto. Avevo detto a Joe di aspettare un po' perché pensavo che dopo questa stagione, potesse avere altre offerte, ma lui mi aveva detto di no. Voleva rimanere qui. Avevo anche già parlato con Iozzelli che mi aveva detto di aspettare, solo per capire il budget della società. Ripeto, Joe ha sbagliato, non ha abbozzato alle provocazioni di Varnado per un eccesso di nervosismo. Io gli ho detto di scusarsi e penso che l'abbia fatto. Se Pistoia vuole rifirmarlo, è anche più facile perché questa situazione ci mette in difficoltà. Si merita una seconda chances perché è maturo, in questa stagione non ha mai preso un provvedimento disciplinare». Qualcuno l'altra sera ha pensato che fosse saltato un tappo di una situazione interna agitata che si portava dietro da tutto l'anno. «No - conclude l'agente - si è trovato bene con tutti. Anche con Varnado. Qui andrebbe fatta una riflessione sul fatto che questo ragazzo giovane, quando ha capito di essere nel mirino di squadre importanti, ha un po' modificato il suo atteggiamento. Prima si era affidato a Joe, dopo ha voluto fare più di testa sua. Questo ha modificato il rapporto con Varnado che prima era buono».
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