Il Tirreno

Pistoia

Dal tuffo nello champagne al capriccio dei playoff: le mille facce di SuperJoe

Saverio Melegari
Dal tuffo nello champagne al capriccio dei playoff: le mille facce di SuperJoe

In un anno assistman spuntato, bombardiere, aspirante pugile e idolo Banchi aveva avvertito: «Intrigante a livello tecnico e caratteriale»

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 PISTOIA. La delusione è stata davvero...Forte, nel vero senso della parola.  «Joe è un giocatore tanto intrigante a livello tecnico, quanto lo è a livello caratteriale». Sono le parole, a leggerle oggi beffarde, che lo scorso 4 settembre, cioè un mese prima dell'inizio del campionato ci rilasciava il vice di Simone Pianigiani alla Montepaschi, Luca Banchi.  E' solo uno dei tanti «ve l'avevo detto» che abbiamo raccolto durante tutta la stagione e che, a conti fatti, rappresentavano un monito su quello che poteva combinare Forte nella sua avventura pistoiese. Genio e sregolatezza, giocate di gran classe alternate a momenti di buio pesto, voglia di rendersi utile per la squadra a necessità di mettere la bomba decisiva per portare alla vittoria la Tuscany. Non vogliamo ripercorrere la sua carriera, che di episodi un po' "particolari" ne ha a decine da raccontare, ma quanto ha fatto vedere nelle trentuno partite biancorosse.   LE GIOIE. Vedere Forte che stappa lo champagne dopo aver abbattuto Jesi e ritrovarselo davanti con l'asciugamano in testa ad assistere passivamente a gara3 contro la Fastweb è stato un po' come sognare di notte una Ferrari ed alzarsi al mattino, aprire la finestra e nel cortile vedi che hai una Cinquecento. Il girone di ritorno del 13 biancorosso è stato un continuo crescendo, dai 34 punti infilati dentro il cesto di Jesi a gennaio e proseguiti nel folle duello con CC Harrison al "PalaFermi" contro Udine passando alla super gara contro Reggio Emilia. E' quello il talento di Joe Forte, è quello il giocatore che vorremmo sempre vedere. «E' fatto così - raccontava Walter De Raffaele proprio dopo il successo sulla Trenkwalder - perché quando è in serata diventa immarcabile, se solo si sente la squadra in mano, ancor di più se riesce ad instaurare un feeling col pubblico. Forte può essere l'arma illegale per la Tuscany ai playoff». Ma, dentro di se, Joe ha un'altra arma illegale: la testa.   I DOLORI. Parlando sempre a posteriori, ripensiamo a tutto quel girone d'andata dove Paolo Moretti è stato abile a mascherare, chissà, già i primi dissapori nello spogliatoio fra la squadra e l'ex Siena: «mi piace più il Forte passatore che quello realizzatore». Ma, oltre agli assist, c'è stato qualche periodo di black-out come a Scafati, quando sia lui che Varnado furono cacciati per comportamenti non troppo "british" con la guardia della Tuscany che, in un contatto a terra, aveva sgomitato oltre il lecito con Patrick Baldassarre. Ad onor del vero, la stessa cosa è successa anche martedì sera con Casale perché, con la medesima dinamica, "Joe the show" ha messo fuori gioco Donell Taylor. Peccato che poi sia stato lo stesso Forte a darsi il ko tecnico. Ma, nonostante questo, non ha mai dato il segnale che non ci tenesse a questa squadra. «Ha un talento incredibile - ricordava Cesare Riva, il vice di Calvani alla vigilia di Tuscany-Assigeco di fine ottobre 2010 ricordando i sei mesi vissuti accanto a Forte - e soprattutto è un lavoratore instancabile ed un professionista serissimo. Gli capitano giorni che può sembrare un po' introverso, ma spesso a fine allenamento si ferma per fare cento tiri in più ed alla domenica mattina ti tocca portarlo via di forza per fermarlo».   FINISCE COSI'. Rileggendo l'articolo, Joe Forte è citato direttamente, e non, per quattordici volte. Come i punti segnati martedì in gara3 playoff. In totale sono 556 in questa sua annata Tuscany e tutti erano già pronti, società in primis, a rivederlo da agosto in poi di nuovo in biancorosso. A questo punto, non ne vale davvero la pena. Bye bye Joe, è stato bello lo stesso.

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di Redazione web