Il Tirreno

Pistoia

«La Tuscany ha buone armi»

Elisa Pacini
Sopra, Stefano Michelini, coach e commentatore tv, a destra Joe Forte nella gara contro Imola
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Sopra, Stefano Michelini, coach e commentatore tv, a destra Joe Forte nella gara contro Imola

Stefano Michelini fa le carte allo scontro tra biancorossi e Fastweb

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 PISTOIA. Nei playoff non c'è mai nulla di scontato e nemmeno la sfida tra Casale Monferrato e Tuscany lo sarà. Stefano Michelini, coach bolognese, spalla di Franco Lauro nelle telecronache Rai, scommette su una serie al pepe. E se la Fastweb può contare su un organico lunghissimo, la Tuscany potrà sfruttare il fatto di scendere in campo senza pressioni.  Per Michelini, che fa per noi le carte ai playoff, Pistoia può ancora stupire.  Pistoia-Casale dall'esterno è la capolista contro la squadra montata all'ultimo sul treno playoff. Che serie si aspetta?  «Di partite scontate in questa Legadue non ne ho viste e non penso che ne vedremo nemmeno ai playoff. Pistoia e Casale poi è una serie con tanti spunti, tutta da seguire. In queste gare le motivazioni faranno la differenza ma le squadre con una forte identità saranno premiate».  Cosa mette sul piatto la Fastweb?  «L'innesto di Campell non è da poco. Con lui, accanto ad Hickman, Crespi ha ben due menti del gioco, due costruttori micidiali che elevano a potenza la pericolosità del gioco offensivo di Casale. Nel ruolo di ala piccola, al posto di Taylor, si alterneranno Malaventura, Pierich e Ferrero. L'attacco sarà ancora più imprevedibile di sempre».  Quali sono invece i punti a favore di Pistoia?  «Ha centrato i playoff grazie alla condizione fisico-mentale migliore rispetto alle altre contendenti, alla convinzione di una piazza caldissima e l'impostazione tattica di Paolo Moretti. Queste sono le armi da usare anche nei playoff. In più arriva con la serenità di chi non ha nulla da perdere. Il punto è: Casale deve vincere mentre Pistoia vuole vincere. Sul campo il suo gioco interno ha messo in difficoltà tutti, Casale compresa. Ha un Joe Forte che, come sempre nel finale di stagione, è superlativo».  Sono tanti anni che non fa i playoff, questo può motivarlo?  «Sicuramente. Ma sempre lui in questo periodo lui "sente odore del sangue". Che si giochi per salvarsi o per altro, è sempre decisivo. In più mi sembra che con Pistoia, il legame sia sempre più stretto».  Per giocarsi la sfida con la capolista, da cosa non potrà prescindere la Tuscany?  «Sicuramente dovrà imporre il gioco interno e togliere ritmo a tutto campo alla manovra della Fastweb. Casale è una squadra che spesso ha vinto, finendo con sei giocatori in doppia cifra. Pistoia ha un asse importante Forte- Varnado ma per me il giocatore determinante potrà essere Filloy».  Dopo la regular season, che voto darebbe a Pistoia?  «Non è il momento dei voti. I giudizi si danno alla fine. Nei playoff si vede il salto di qualità che possono fare i giocatori. Dico solo che è evidente l'ottimo lavoro svolto da Moretti che ha dato la sua identità alla squadra e l'evoluzione di Filloy».  E nelle altre serie playoff, chi rischia di più?  «Mi aspetto molto dal derby del sud: Barcellona è la squadra che ha più talento in assoluto in attacco. Davanti si trova la Scafati "bonsai" di Scafati, che gioca senza centro, ma che è una squadra di pirati di quelli che prendono il bottino e scappano via. Su Venezia- Udine, vedo la Reyer in crescita fisica ma la Snaidero comunque ha sempre saputo ottimizzare le risorse di un quintetto equilibratissimo. Chiudo con Veroli, che insieme a Casale Monferrato e Venezia rimane la favorita, ma che ha di fronte un osso duro come Rimini. La squadra di Caja potrebbe regalare delle sorprese».

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