Il dolore
«Abbiamo le qualità per giocarcela»
Elisa Pacini
◗
Il diesse della Tuscany Giulio Iozzelli Tuscany, per il ds Iozzelli sarà fondamentale il recupero degli infortunati
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. «Non so se Casale Monferrato ci teme, ma sicuramente ci rispetta». Così Giulio Iozzelli scalda l'attesa dei playoff che per la squadra di Paolo Moretti inizieranno giovedì sera in Piemonte. Una serie difficilissima contro una squadra costruita per la promozione e forse la più costante del campionato. Ma la storia di questa Legadue ha detto anche un'altra verità. Se c'è una squadra che in campionato l'ha fatta soffrire, è stata proprio la Tuscany. Diesse, quanto vale questa qualificazione ai playoff? «Li abbiamo raggiunti all'ultima giornata ma penso che sia stato un verdetto giusto, perché per tre quarti di stagione siamo stati in zona playoff. C'è stato un periodo in cui siamo stati anche nelle posizioni di testa, ma bisogna guardare all'intera stagione. La valutazione dell'intero periodo, dice che siamo sempre stati lì. Essere stati in grado di giocarci il 90% delle gare fino alla fine, fa capire che la squadra ha la qualità di giocarsela con tutti. Poi ci sono formazioni più complete, più lunghe. Ricordo che noi all'inizio siamo partiti per salvarci, e molti ci davano anche come papabili per retrocedere». Fin da subito queste valutazioni sono parse strette per questa squadra... «Molti sono stati sorpresi dalle qualità di Varnado. Altri dicevano che prendere Forte era un grosso rischio. Erano molte stagioni che non iniziava e finiva la stagione nella stessa città. E' stato chiaro a tutti però che la coppia dei nostri americani è molto importante, ma non voglio mettere in secondo piano tutti gli altri. Io sono molto contento di quello che ha dato la panchina. Penso anche a chi ha giocato pochissimo o non ha giocato, come Tuci e Petrucci, che, con Saccaggi, sono fondamentali per permettere alla squadra di allenarsi bene». Ha parlato di Joe Forte, delle sue ultime stagioni. Qui è stato semplicemente un campione. Ci racconta il suo campionato? «Joe ha trovato una realtà in cui sta bene e in cui si è calato completamente. Per questa categoria lui è un fuoriclasse ed è davvero una persona con tante qualità. Ha alti e bassi settimanali non legati all'impegno, visto che avrà saltato sì e no 3 allenamenti in tutto l'anno. L'altalena è legata all'applicazione alla tattica, a volte massima, altre minima. In Europa questa è molto importante. Lui in campo è più istintivo. Penso che il merito per la sua stagione vada dato a Paolo Moretti e ai suoi compagni, che hanno capito il personaggio. Joe è cresciuto molto nel corso dell'anno e come giocatore, è altamente spettacolare». Come presenterebbe Casale Monferrato? «E' arrivata meritatamente prima perché è più organizzata di Venezia, che ha più talento. Ha dieci giocatori calati nella parte del gioco di squadra». Quanto bisogna pensare alle sfide di campionato in cui Pistoia l'ha fatta tribolare? «La gara di ritorno, quella della sconfitta di un punto, è una di quelle che più ci brucia. La vittoria in ottobre arrivò ad inizio stagione. Va considerato, anche se non toglie nulla alla nostra grande prestazione. Per noi saranno fondamentali le condizione di salute degli acciaccati. Ma sono sicuro che la squadra giocherà con grande voglia, che darà sicuramente segnali positivi e, perché no, qualche soddisfazione». Visti i precedenti, tutti si aspettano Varnado... «Con Casale si è presentato in Italia con quella partita memorabile. Penso che per loro non siamo più una sorpresa e questo è un altro motivo di difficoltà per noi. Penso che se non ci temono, sicuramente ci rispettano. Dal nostro punto di vista, per sperare di fare gare equilibrate, non possiamo prescindere dalle nostre prime punte».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
