Il Tirreno

Pistoia

Wdr crede nei playoff: «La classifica dice Jesi la condizione dice Pistoia»

Elisa Pacini
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AMICI. De Raffaele e Forte, tra loro è rimasta un’amicizia: «Joe crede nei playoff», dice Wdr

«Vedo Forte molto maturato, sarà decisivo come Varnado Ma per me la differenza può farla Filloy»

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 PISTOIA, Da oggi la Tuscany riprende ad allenarsi con il consueto programma settimanale in preparazione della gara di sabato sera a Veroli, bivio decisivo sulla strada dei playoff.  Walter De Raffaele, nostro opinionista per tutta la stagione, legge con noi il finale di campionato dei biancorossi e di tutta la Legadue.  Partiamo dalla volata per l'ottavo posto. Chi è favorita?  «I due punti di vantaggio in classifica danno una chances in più a Jesi anche se ha diversi infortuni con cui convivere. Imola perdendo a Pistoia la differenza canestri, la vedo scesa nelle probabilità e poi ultimamente ha fatto un cammino altalenante. Pistoia è in salute. La Tuscany è nella miglior condizione di tutte anche se la classifica dice Jesi».  Lei che conosce molto bene Joe Forte. Può essere l'uomo decisivo, come potrebbe reagire in queste partite da vita o morte?  «Avere l'apporto degli americani è sempre importante e soprattutto ora. Sia lui che Varnado li vedo coinvolti e la squadra deve fare affidamento su di loro. Ma in questo finale di stagione vedo molto bene Filloy, può fare la differenza».  Ha sentito Forte in questo periodo?  «Sì, mi ha detto che crede in questi playoff. Ho letto le sue dichiarazioni sul futuro, che vorrebbe restare a Pistoia. È un grande segno di maturità raggiunta e non solo a parole».  Ampliamo lo sguardo sulla Legadue. La lotta salvezza è molto ingarbugliata...  «Va dato tanto di cappello a Forlì per la rimonta che ha inguaiato diverse squadre. Penso che la squadra messa peggio, per il calendario, è Reggio Emilia. Ma in queste due giornate finali può succedere tutto perché molte delle squadre in lotta per la salvezza, incroceranno quelle di testa. E San Severo anche se già retrocessa, non sbracherà».  Chi andrà in A1?  «Un piccolo vantaggio lo do a Casale Monferrato, è una squadra molto quadrata. Arrivare primi o secondi conterà poco perché sia loro che Venezia possono vincere fuori. Barcellona e Scafati possono essere pericolose outsiders».  Programmando il futuro, il presidente Maltinti ha ribadito che si continuerà ad investire sul settore giovanile. Ma come mai dal passato ad oggi, Pistoia fa fatica a lanciare giocatori di alto livello?  «Quando giocavo a Pistoia ricordo che uscì Giovanni Bassi. In quegli anni però investire sul settore giovanile, dava un ritorno economico maggiore. Io penso che le parole pronunciate da Maltinti siano importantissime perché oggi molti tagliano su questo. Per i risultati poi ci sono varie componenti: oltre alla volontà societaria, serve una programmazione, servono gli allenatori, preparatori formati. Ci sono varie tappe da fare e l'ultima è il saper aspettare. Bisogna essere bravi a fare scelte che a volte vanno al di là dei risultati delle singole squadre giovanili. Il lavoro paga nel tempo e per questo Pistoia è sulla buona strada».  Lei ha vissuto in prima persona la dolce vita della Toscana del basket. Oggi dopo Siena, c'è Pistoia che per sopravvivere potrebbe fare con Siena un accordo. Idem Livorno che con il Don Bosco ha fatto richiesta di wild card per la prossima A3. Possibile che tutto ruoti intorno alla Mens Sana?  «Siena non è una realtà qualsiasi ma una delle più grosse a livello europeo. E' talmente importante, con capacità economiche e strutture tali, che è naturale che ci possano essere accordi con le società limitrofe. Per le altre avere una mano è importante. Ma penso che Pistoia sia riuscita a conservare e abbia una sua realtà».

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