Il Tirreno

Pistoia

L’unico mezzo flop della stagione arriva dai dati sul pubblico che ha portato in cassa solo 128mila euro

Cara Pistoiese, 773 spettatori sono una media che porta poco lontano

Saverio Melegari
Cara Pistoiese, 773 spettatori sono una media che porta poco lontano

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 PISTOIA. Se l'entusiasmo di una piazza che ha voglia di tornare nel calcio che conta si dovesse misurare sul numero di paganti che la domenica vanno allo stadio, a Pistoia ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli. La questione l'aveva sollevata qualche giorno fa l'ex presidente dell'Us Fabio Fondatori: «Negli anni Novanta c'erano 10mila spettatori allo stadio e cinquemila al palazzetto. Dove sono finiti tutti quanti?». Eh già, perché se dalle parti di via Fermi la media dice duemila presenze, la stagione del "Melani" si chiude con una media di 391 paganti.  Davvero troppo poco se si pensa agli investimenti fatti da Orazio Ferrari e soci pur con la parziale scusante delle prime cinque gare disputate in campo neutro.  NUMERI. Il numero è ugualmente basso se si aggiungono i 382 abbonati (spalmati però solo su dodici match): con loro si arriva a 773 spettatori paganti di media. Questi, ovviamente, non sono numeri complessivi perché poi ci vanno aggiunti tutti quelli che entrano senza pagare: dirigenti, accompagnatori, autorità varie, arbitri, altre tessere Figc, due familiari per ogni giocatore di entrambe le squadre e giornalisti. Si può arrivare ad altre 150 persone.  TOP. Come si può vedere dalla tabella a fianco, il totale di spettatori della stagione 2010/11 è di 11.234 euro con un incasso complessivo fra paganti ed abbonati di 128.310 euro: se si considera che la squadra è costata intorno ai settecentomila euro si vede come la voce "incassi" incida per un sesto sul bilancio annuale.  Il top dell'anno, ed era facile da prevederlo, si è toccato nelle due sfide clou: contro il Pisa Sc, per il vero debutto al "Melani", con 861 presenze e contro la Massese sfondando di poco quota ottocento (804). Il podio è completato dalla festa contro il Montemurlo con 466 paganti.  E FLOP. Nella classifica al contrario sul podio ci vanno tre delle cinque gare giocate in campo neutro con il dato più negativo registrato a Peccioli (131), seguito da Sesto Fiorentino (136) contro il Montecalvoli per chiudere con Cascina (172) con la Pro Livorno. Fra i cinque match di inizio stagione il dato migliore è stato fatto registrare contro il Castelfiorentino a Calenzano (261), anche perché si trattava dell'esilio più vicino a Pistoia. Al "Melani", invece, il dato peggiore riguarda i 352 paganti contro l'Urbino Taccola ed i 361 contro la Fortis Lucchese.  LE ALTRE PIAZZE. E' vero che si parla di Eccellenza, ma sembra che il bacino di utenza a Pistoia si sia assottigliato in maniera clamorosa negli ultimi anni. Questi numeri fanno ancora più rabbia se si considera quanto succede da altre parti.  L'esempio fin troppo facile è Ancona: i dorici hanno chiuso l'Eccellenza con 3.500 spettatori di media. E' vero che stiamo parlando del capoluogo di regione, ma in termini di abitanti ci sono solo 10mila persone in più di Pistoia. Per scendere più in basso basta citare altri due casi: l'oramai famoso Pierantonio che l'anno prossimo potrebbe incontrare la Pistoiese in serie D si è portato in trasferta, spesso e volentieri, più di 400 persone (praticamente metà paese) fino all'Acri che ha vinto l'Eccellenza calabrese e per l'ultima di campionato è stato applaudito da quattromila (in un Comune che conta 21mila abitanti).  COSA FARE. La società, nei due anni dalla sua rinascita, ha investito in marketing ma oramai è assodato che lo zoccolo duro di tifosi si aggira sulle 600 persone. Ed anche in serie D non c'è da aspettarsi incrementi da capogiro, quindi una strada va riaperta: il dialogo con le scuole calcio cittadine, investire sul settore giovanile per portare bambini (e famiglie al seguito) allo stadio.

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