Gioco
Caso gela le voci «Io non smobilito e neanche gli altri»
Elisa Pacini
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PISTOIA. Antonio Caso rimarrà al fianco del basket come sta facendo da 7 anni. Le difficoltà in via Fermi ci sono (e chi mai l'ha negato?) ma il vicepresidente biancorosso è pronto ancora a fare la sua parte. Anzi mette a tacere le voci di smobilitazione degli altri sponsor principali del Pistoia Basket. Allora Caso, fermo il campionato sono giorni in cui le chiacchiere sul futuro della società si stanno moltiplicando. Qualcuno parla di smobilitazione di sponsor. Il Materassificio Montalese è tra questi? «No, il Materassificio Montalese e Caso resteranno col Pistoia Basket» Con quale contributo? «Cercherò di fare il possibile per mantenere lo stesso impegno di quest'anno anche se il momento non è dei migliori». E i suoi colleghi sponsor? «Io non ho sentito nessuno tra gli sponsor maggiori che abbia intenzione di fare un passo indietro». Allora la strada è in discesa? «Abbiamo bisogno di uno sponsor importante. Senza, il futuro lo vedo difficile ma comunque ci stiamo lavorando». Da imprenditore, come giudica, le difficoltà di Pistoia proprio sul versante main sponsor? «Pensiamo alla storia del basket pistoiese. Non è certo da ora che ci sono queste difficoltà. Da quando esiste il basket, lo sponsor è sempre stato ricoperto da persone interne alla società, a parte pochissime eccezioni». O Maltinti o Carrara, insomma... «Appunto. Questo dimostra che a Pistoia è sempre stato difficile. Oggi ancora di più. Se lo sport è lo specchio dell'economia, con l'economia che va così male, lo sport non può che andar peggio. Certo che in questi casi, la passione è importante più di una valutazione costi-benefici. Quest'anno dobbiamo veramente fare un grosso ringraziamento al lavoro di Ivo Lucchesi che insieme a Roberto Maltinti si stanno impegnando tanto per cercare nuovi aiuti. Siamo riusciti a fare un bel campionato con molti meno soldi dell'anno scorso ma i problemi passati restano». Però sembra un problema solo pistoiese: in Legadue hanno tutti lo sponsor e non sempre legato al territorio... «In realtà sono comunque aziende che in qualche modo si stanno avvicinando a quei territori. Qui a Pistoia purtroppo bisogna dire che aziende nuove non ce ne sono. E anche questo è un problema». È una frecciata alla città? «Penso che oltre alla passione, gli imprenditori dovrebbero essere attratti ad investire nello sport anche da altre cose. Dovremmo trovare nuove sinergie e poter fare investimenti in modo diverso. Nel calcio si pensa agli stadi polivalenti. Cose che facciano andare oltre al concetto di sola sponsorizzazione. Ma so che è una strada difficile». La partita societaria è importante ma la Tuscany ne ha anche una sul campo. Come vede questo finale di stagione? «Dobbiamo pensare alla prossima gara di Veroli che per noi è fondamentale. Purtroppo un po' di rammarico c'è perché con una vittoria in più, tra i tanti finali persi di un soffio, ci saremmo già assicurati un posto in paradiso. Stiamo parlando di qualcosa che sarebbe un risultato in più di quello che si pensava all'inizio ma, come si dice, l'appetito vien mangiando». Effettivamente la squadra se l'è giocata con tutti... «Ha dimostrato di poter vincere sempre e poi forse per la prima volta vediamo a Pistoia due americani che vogliono fare i playoff, che ci tengono molto come tutto il resto della squadra. Veder giocare Forte e Varnado è uno spettacolo nello spettacolo».
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