Il Tirreno

Pistoia

«Varnado come Rebraca E la mano di Moretti si è vista su Whiting»

Elisa Pacini
<b>RECORD MAN </b>L&#146;immagine stampata sulla targa che il presidente di Legadue Bonamico ha consegnato a Varnado dopo il record di tutti i tempi delle stoppate A sinistra Davide Bonora ai tempi in cui giocava con le V nere Venerd&igrave; il play era al PalaFermi insieme a Niccolai
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RECORD MAN L’immagine stampata sulla targa che il presidente di Legadue Bonamico ha consegnato a Varnado dopo il record di tutti i tempi delle stoppate A sinistra Davide Bonora ai tempi in cui giocava con le V nere Venerdì il play era al PalaFermi insieme a Niccolai

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 Davide Bonora, venerdì era al PalaFermi insieme ad Andrea Niccolai in attesa dei playoff di Montecatini. Come ha visto la Tuscany contro l'Aget Imola?  «Era da tempo che volevo venire, ma finora le nostre gare si sono sempre sovrapposte. Sono stato contento di vedere dal vivo Pistoia e salutare il mio amico Prato. Pistoia ha fatto una grande partita, ribaltando anche la differenza canestri. È una squadra forte con una delle migliori coppie di americani, se non la migliore della Legadue se Forte gioca come venerdì. Il grande merito va a Paolo Moretti che l'ha fatta rendere al massimo e l'ha portata alla lotta playoff. Secondo me, sotto, ha squadre che hanno più talento come Verona o come la stessa Casalpusterlengo che ha una panchina più lunga».  Il tandem a stelle e strisce della Tuscany ha "prodotto" 46 punti (su 96) e 65 di valutazione (su 128). Un peso determinante sulla squadra...  «Contano tanto, soprattutto se Imola ne regala uno come Ebi che non è stato rimpiazzato. Varnado è stato costante tutto l'anno soprattutto in difesa, Forte ha avuto qualche alto e basso ma il suo talento e la sua leadership lo portano a volte a forzare un po' di più. Ma non bisogna dimenticare l'ottimo campionato di Filloy, la sicurezza che dà Fucka e tutti gli altri che si vedono meno nel tabellino. Pistoia ha sette giocatori, di cui 2-3 non stelle ma che sono ben consapevoli del proprio ruolo e sono utilissimi. Questo è merito dell'allenatore».  Da ex compagno di squadra di Moretti (in maglia Verona, stagione '91/'92), come lo ha visto in panchina?  «A Paolo mi legano tantissimi bei ricordi, a Verona dove abbiamo giocato insieme nel mio primo anno di professionismo, in nazionale dove abbiamo vinto l'argento agli Europei '97. Ho anche un ricordo brutto quando da allenatore di Livorno mandò la mia Avellino in Legadue, vincendo una gara ininfluente per loro. Lui fece il suo mestiere e fa parte del gioco. Da allenatore l'ho affrontato più volte, le sue squadre hanno una bella identità. Tanta difesa, grande preparazione della partita, poche cose ma fatte bene. Si è visto anche venerdì».  In che cosa in particolare?  «Pistoia ha messo pressione da subito su Whiting e Prato. Ma devo dire che di Paolo mi è piaciuto l'atteggiamento in panchina, sempre sereno, nonostante la normale tensione. E' consapevole che ha dietro la squadra».  Varnado se l'aspettava così?  «È veramente forte, per l'intimidazione, per come può far cambiare un attacco mi ricorda Zeliko Rebraca. Forse lui aveva più talento ma Varnado è giovane e sta crescendo Ricordo che a Treviso ci potevamo permettere più pressione difensiva sapendo che dietro c'era lui, un 2.10 con quell'abilità di stoppare. Ho rivisto lo stesso atteggiamento a Pistoia. È stata brava a difendere sugli esterni ma se avessero fatto qualcosa, dietro avevano comunque le spalle coperte».  Il testa a testa playoff continua...  «Imola l'ho vista male ma raramente aveva perso gare così. Jesi è in grossa difficoltà per via degli infortuni e anche la gara di San Severo non è così scontata».

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