Il Tirreno

Pistoia

Il colpo perfetto sarebbe uno scarto oltre i 14 punti. Il coach: «Quello sarà compito mio»

Tuscany, o vinci o saluti i playoff

Elisa Pacini

Sfida senza alternative con Imola. Moretti: «Vogliamo provarci»

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 PISTOIA. Una gara senza ritorno e come tale andrà interpretata, sul campo e fuori. La Tuscany si gioca l'ultima possibilità di provare ad allungare la sua stagione e per farlo deve assolutamente strappare i due punti a quell'Aget Imola che arriva al PalaFermi (palla a due ore 20,45) con il +14 dell'andata che alla fine potrebbe anche essere determinante nella lotta all'ottavo posto. Pistoia cerca quella vittoria che è sfuggita nelle ultime due trasferte, per proprie sbavature e per l'erroraccio dei cronometristi di Forlì che ha condizionato il finale della battaglia del PalaFiera.  Appena cinque giorni dopo il finale contestato di Forlì, la Tuscany è messa di fronte al proprio destino. E stavolta non ci saranno appelli. Per questo Moretti si è travestito da psicologo, cercando di resettare su ciò che è stato (o non è stato) a Forlì e per sintonizzare i suoi solo su Imola. «Io ho subito voltato pagina - dice il coach - con la squadra non abbiamo pensato a quello che succedeva fuori dai nostri allenamenti perché non volevo distrazioni. È chiaro che l'amarezza e la frustrazione c'è stata perché sono cose che non dovrebbero succedere e sono più grandi di quello che c'è dentro ad un campo da basket. Ti senti impotente. Ma la posta in palio e la gara anticipata ci hanno imposto di guardare avanti ed è quello che abbiamo fatto. La gara di Forlì ci impone di giocare la gara della vita e così ripartiamo».  Il tono è quello di chi è pronto alla battaglia e ha piena fiducia nei suoi soldati. «Porzingis e Fucka non sonio al top - dice Moretti - (il primo ha problemi muscolari, il secondo i soliti alla schiena, ndr) ma la voglia di esserci per questa sfida è grande e per questo sono fiducioso di recuperarli. Nei ragazzi c'è lo spirito giusto, la voglia di fare una gara importante. È la nostra gara del vivere o morire». Tutti sanno che vincere potrebbe non bastare perché in caso di arrivo in parità, Imola può giocare il +14 dell'andata in quella gara sciagurata, uno dei pochissimi passaggi a vuoto della Tuscany di quest'anno. «Sinceramente non ho mai parlato ai ragazzi di questo - dice Moretti - per non far vedere la montagna più grossa di quel che è. Noi dobbiamo buttare in campo tutta l'energia possibile e pensare prima di tutto a vincere. Al resto sarà compito mio pensarci durante la gara».  Da scalare sulla montagna imolese, squadra corta proprio come la Tuscany e per di più con un solo americano (anche se si chiama Trent Whiting), c'è soprattutto la pericolosità dei piccoli. «Imola rimane una squadra solida - continua Moretti - nonostante abbia cambiato volto senza Ebi. Ha perso qualcosa nel talento ma ha guadagnato in affidabilità eBruttini è il simbolo di questa metamorfosi».  Per coltivare il sogno playoff, tutti dovranno fare la loro parte. Tifosi compresi, quelli che sono esaltati su ogni stoppata di Varnado e si sono arrabbiati per le sconfitte all'ultimo minuto di una squadra che - come poche altre nella storia di Pistoia - ha sempre fatto parlare di sé. Sperare in un PalaFermi-torcida, quindi, nonostante tutto, è più che lecito nonostante la diretta RaiSport.  I motivi d'interesse non mancano: oltre alla classifica, c'è il ritorno di Maurizio Lasi che si porta appresso due ex come Masoni e Ringstrom, c'è la soddisfazione nel veder premiare Varnado come miglior stoppatore di sempre e, perché no, per contrapporsi alla magra platea che domenica ha sorretto Imola contro Jesi (1600 tifosi scarsi).

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