Sicurezza
Lex presidente della Pistoiese: grande annata, struttura rinforzata ma la sfida è il settore giovanile
«Orazio, occhio alla torre»
Saverio Melegari
◗
FABIO FONDATORI Sms di Fondatori a Ferrari: riparti da chi ama l'orange
4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. È dalle sconfitte tremende che nascono le vittorie più belle. Questo vale anche per la Pistoiese perché, se è vero che la stagione che si è conclusa è stata trionfale, questo non permette di dimenticare ciò che è andato storto solo dodici mesi fa. In quei giorni a capo della nave arancione c'era Fabio Fondatori, l'uomo scelto dal sindaco e dai soci della Holding, per far ripartire il calcio arancione. In questa stagione l'ex numero 1 dell'Us è rimasto defilato ed è tornato, principalmente, a fare il tifoso della Pistoiese e proprio con questi panni si concede ai taccuini. Fondatori, in un anno tutto è cambiato: dal dramma post-Mosciano al trionfo di Forte dei Marmi. Quali sono le sue sensazioni? «E' stata una bellissima soddisfazione che, da un lato mi ripaga delle amarezze che abbiamo patito l'anno scorso ed una rivincita di chi parlò di fallimento totale, e dall'altro lato l'aver gettato le basi dal punto di vista societario che si sono poi realizzate con questa promozione. Vorrei citare un esempio». Prego. «In questa squadra ci sono cinque, sei giocatori che erano i perni anche di quella dello scorso campionato, in particolar modo i difensori. Questo vuol dire che le cose erano state fatte con criterio e se non ci fosse stata la Pianese avremmo vinto il campionato». Quali sono stati, secondo lei, i punti chiave della vittoria della Pistoiese? «Ci sono due aspetti. Il primo è quello del ritiro pre-campionato perché è stato fatto un grande lavoro. Poi il compito di Agostiniani che è stato bravo a gestire il gruppo ed uno spogliatoio con tanti elementi titolari che non ha creato particolari problemi dove al suo interno non c'erano né primedonne né giocatori ombrosi come era capitato lo scorso anno». Cosa le è piaciuto, invece, a livello societario? «Ferrari e tutti i soci sono stati sempre vicini alla squadra e, grazie al lavoro super del presidente stesso, è stata rafforzata la struttura». Ma ci sarà anche qualcosa che non ha digerito? «Sarebbe stato opportuno iniziare a dar gambe al settore giovanile e non limitarsi soltanto agli juniores. Non c'è stata apertura verso le scuole calcio della città e c'era il tempo per cominciare a parlare con queste squadre. Abbiamo tre formazioni di giovanissimi regionali come Capostrada, Pistoia Nord e Breda: secondo voi quanti ragazzi ci sono che vorrebbero giocare nella Pistoiese? Quasi tutti ma se non gli fai una proposta se ne vanno. Penso che questa sia la vera sfida per il futuro». Una provocazione: vista la sua attività di allenatore giovanile, non è che vuole rientrare nella Pistoiese da mister? «Guido gli allievi del Capostrada e sono consapevole dei miei limiti: non accetterei mai perché andrei in categorie che non ho mai fatto. Preferisco rimanere dove sono, mi diverto molto così». Veniamo alla prossima estate. Quanto crede Fondatori al ripescaggio in Lega Pro? «Intanto ci sono le condizioni per disputare una buona serie D, se poi capita di meglio ci sarà da aspettare fine luglio. Orazio Ferrari ha un progetto ambizioso ma va sostenuto perché la città merita il professionismo ma bisogna stare attenti: ogni anno spariscono venti squadre, i vincoli sono sempre più severi ed occorrono risorse e sostegno umano». Non le sembra che, come sempre, Pistoia sia piuttosto sonnacchiona? «Basta vedere che il basket fa miracoli da diverse stagioni ma il pubblico non cresce. Anni fa c'erano ogni domenica 10mila persone allo stadio e 5mila al palazzetto, dove sono finite? In città c'è entusiasmo ma va tradotto in sostegno vero se davvero si vuol tornare fra i professionisti ed, in quel caso, persone come Luciano Bozzi darebbero senz'altro una bella mano. Ci vuole più attaccamento e l'alibi della crisi conta fino ad un certo punto. Un biglietto per una partita costa meno che andare a mangiare una pizza e godi di un paio d'ore di divertimento. Per questo dico "Pistoia svegliati!"». Per qualche minuto le rifacciamo rimettere i panni del presidente. Chi confermerebbe per il prossimo campionato? «Ripartirei subito da Agostiniani e dal suo staff e poi alcuni giocatori che fanno la differenza come Calanchi, Pagani, Flauto e Stefanelli per la serietà e la qualità dimostrata. Inoltre sono esplosi tanti giovani come Elmi e Strufaldi, anche se io sono molto affezionato a Righini che quest'anno ha sofferto». E sulla società del futuro cosa vogliamo dire? «Non bisogna dimenticarsi delle persone che hanno dato tanto come Vannino Vannucci, Luca Severini e la Caripit nel suo complesso, due figure fondamentali che hanno permesso la rinascita nell'estate del 2009. Insieme a loro ci voglio mettere anche Luca Fontana e la famiglia Poli: tutti vanno tenuti in grande considerazione. Per questo ad Orazio Ferrari, che detiene la maggioranza assoluta delle quote societarie, dico di non ascoltare chi vorrebbe farlo chiudere in una torre d'avorio ma di ripartire da chi ha dimostrato di voler bene alla Pistoiese».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
