Toscana
«Noi favoriti? Non direi proprio...»
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IL TIMONIERE E IL CAPITANO. Labbraccio tra Lasi e Toppo L'ex coach: il pronostico è tutto per Pistoia, gioca in casa e ha due Usa
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PISTOIA. Ritorna nel momento sbagliato in quel palazzetto che gli ha regalato una promozione in LegaDue. Nella passata stagione l'approdo di Maurizio Lasi e della sua Aget fu ad inizio anno ed ancora la partita non era decisiva ma quella di stasera lo è, sia per la Tuscany che per Imola, e come dice coach Lasi «visto che siamo in ballo, facciamolo fino in fondo». Coach, quali saranno i temi del match? «Sia Pistoia che Imola sono accomunate da diversi fattori. Il primo è che entrambe stanno lottando per i playoff quando gli obiettivi di inizio stagione erano una salvezza tranquilla. Il secondo che nessuna delle due si è ritrovata nei bassifondi ed il terzo che parliamo di due società che hanno investito molto sul quintetto con una panchina corta e farcita di giovani». Due punti in più in classifica, 2-0 negli scontri diretti con Jesi, +14 all'andata sulla Tuscany. La sua Aget ne ha di vantaggi, non è così? «Non direi proprio. I favori del pronostico ce li ha tutti Pistoia perché gioca in casa ed inoltre scendiamo in campo con un americano solo, mentre tutto il resto non conta nulla». Non è che l'addio di Ebi vi ha fatto solo bene? «Stiamo parlando del secondo miglior rimbalzista ed il terzo cannoniere del girone d'andata, quindi non un giocatore a caso. Abbiamo sopperito alla sua assenza con un miglior gioco di squadra e sotto certi aspetti siamo migliorati anche se le nostre rotazioni sono ancora più ridotte. Certo, un po' dispiace non contare più su Ebi che, quando ne aveva voglia, le partite le vinceva da solo». Quanta paura c'è di trovare una Pistoia arrabbiata per i fatti di Forlì? «Questo lo saprà Moretti e la squadra, io da esterno non posso valutare. Di sicuro sarà un match tosto e la Tuscany metterà in campo tutto quello che ha, giocandosela in difesa e con la grande intensità fisica oltre a sfruttare Varnado sotto canestro». E in Lasi cos'è cambiato in due anni di lontananza dal PalaFermi? «Quando ero a Pistoia venivo etichettato come un difensivo, mentre in queste due stagioni sono diventato molto più offensivo. Adesso per vincere le partite la mia squadra deve segnare 80 punti». Quelli che potrebbero bastare per espugnare via Fermi. S.M.
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