Gioco
Tuscany. Saccaggi spera ancora nei playoff
«La squadra è carica ci proveremo fino in fondo»
Giacomo Carobbi
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PISTOIA. In casa Tuscany (e in città) non si sono ancora placate le discussioni sul pasticcio di Forlì e sulla scelta della società di rinunciare al ricorso, ma domani sarà di nuovo campionato. E al Palafermi arriva un'altra romagnola. Per poter sperare nei playoff, a questo punto, esiste solo una strada percorribile: vincere. Ci sarà un clima da ultima spiaggia. Pistoia ci arriva con la rabbia per quei maledetti 11 secondi del PalaCredito e con il fiato sospeso per le condizioni di Janis Porzingis. L'ala del Baltico, nella giornata di lunedì, ha accusato un forte dolore alla schiena e per questo martedì non si è potuto allenare. Dopo le visite di ieri mattina e un sensibile miglioramento che ha riportato il sorriso sul suo volto, la decisione di provarci nell'allenamento del tardo pomeriggio. Soltanto oggi comunque lo staff valuterà le sue condizioni, ma la voglia di scendere sul parquet è tanta. Tanta quanto la voglia di vincere di tutta la squadra. Lo assicura Lorenzo Saccaggi, il baby-play massese che per un giorno si è fatto portavoce dello spogliatoio biancorosso: «La squadra è carica - spiega - perché tutti teniamo ancora moltissimo a questi playoff e vogliamo provarci fino in fondo. Sappiamo - prosegue - che sarà necessario vincere tutte e tre le partite che rimangono, a cominciare da venerdì (domani, ndr) quando sarà fondamentale non solo prendere i due punti ma anche ribaltare la differenza canestri. Se riuscissimo nell'impresa sarebbe perfetto». La sua stagione, a giudicare dalle sue parole, perfetta lo è già. Alla domanda se si sente soddisfatto del suo contributo, esordisce: «Prima ancora di questo, devo dire di essere più che contento del minutaggio che mi è stato concesso. Sinceramente non me lo aspettavo. Dal punto di vista personale, inoltre, credo di essermi comportato bene, anche se dopo una sconfitta la prestazione individuale passa in secondo piano». Nel bilancio, Lorenzo mette anche l'esperienza in prima squadra in mezzo a tanti giocatori esperti: «Se mi sono comportato bene è anche merito loro - ammette - perché c'è sempre qualcosa da imparare e loro hanno saputo darmi i giusti consigli e le dritte per migliorare».
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