Toscana
Niente ricorso, solo un video e una protesta ufficiale «Poche possibilità di farcela»
Giulio Corsi
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LA BEFFA IMPUNITA Gli arbitri al tavolo insieme a Bulgarelli e Cazzaro discutono su come riprendere il gioco dopo il caos del timer non partito: si ripartirà da meno 35 la scelta più sbagliata Pistoia poteva far ricorso ma ha deciso di rinunciare Un segnale non incoraggiante 4 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Niente ricorso. Niente giustizia. La Tuscany rinuncia a far valere i propri diritti - o quantomeno a provare a farli valere - e con la bocca piena d'amarezza si tuffa anima e corpo nelle ultime tre giornate di regular season. Lo si era intuito già lunedì pomeriggio che potesse finire così, quando la società anziché dichiarare di portare avanti il reclamo presentato subito dopo la sirena, aveva detto che ci avrebbe pensato, che doveva valutare bene. E ieri è arrivata la conferma. La anticipava a metà mattina l'addetto stampa Stilli, che annunciava un comunicato eloquente sulle motivazioni della società di via Fermi ma anche sullo stato d'animo e la rabbia di queste ore. E alle 14 puntuale arrivava la nota stampa. «Al termine della partita Forlì-Pistoia la nostra società ha presentato riserva scritta, al fine di poter valutare la possibilità di effettuare un ricorso in riferimento agli eventi degli ultimi 35/37 secondi di gara - si legge nel documento -: in tale lasso di tempo un'incomprensibile e non corretta conduzione del cronometro dei 24 secondi aveva tolto alla Tuscany Pistoia la possibilità di giocare l'ultimo, decisivo, pallone, con ancora almeno 11 secondi di possesso». STOCCATA ALLA LEGA. Dopo il riepilogo dei fatti, la stoccata: «Sembra incredibile come ciò possa essersi verificato nel corso di una partita così importante, in un campionato professionistico con un seguito significativo come quello di Legadue. È evidente come Pistoia sia stata palesemente danneggiata, per di più in una stagione sportiva in cui, anche in occasione di momenti decisivi di gare precedenti, non aveva ricevuto giudizi equilibrati». Proprio questi episodi incriminati già da oggi saranno visibili tutti insieme in un video che sarà pubblicato sul sito della società. IL PRIMO PERCHÈ. Leggi queste righe, ti aspetti il ricorso e invece... ecco la motivazione per cui si rinuncia: «Alla luce dei vigenti regolamenti di giustizia sportiva, l'esito negativo di un nostro ricorso risulterebbe cosa quasi certa, per cui la società preferisce rinunciare, pur ribadendo la ferma volontà di sollevare le proprie istanze nelle sedi preposte, al fine anche di far scaturire un giusta riflessione all'interno della categoria arbitrale, nei confronti della quale rimangono invariate la fiducia e la certezza dell'onestà». E IL SECONDO. «La sconfitta di domenica - continua la nota - lascia nella società e nei giocatori una grande amarezza, ma la decisione di non fare ricorso viene presa anche allo scopo di non distogliere la squadra dal prossimo importante appuntamento: il nostro ambiente e tutti coloro che vogliono bene al basket pistoiese non si devono dunque demoralizzare, soprattutto a pochi giorni da una nuova sfida decisiva come quella contro Imola, che ci dovrà trovare giustamente entusiasti e concentrati, nella speranza di poter ancora coltivare il sogno dei playoff». SCELTA GIUSTA? Difficile dare un giudizio netto. Di certo le possibilità di un accoglimento del ricorso erano poche. «Per errore tecnico non c'è ripetizione della partita», aveva ribadito chiaramente sul Tirreno di ieri il presidente del settore agonistico Fip Del Franco. Ed è proprio su questa quasi-certezza che la decisione è stata presa. «Ci siamo consultati per tutto il giorno con legali di livello nazionale ed esperti in giustizia sportiva - commentava il vice presidente Lucchesi - e abbiamo capito che le possibilità di vincere erano assai poche». E allora la decisione di rinunciare. Da via Fermi non lo si dice ma anche l'aspetto economico, cioè il costo del ricorso, può aver pesato in questo momento di austerity assoluta. Probabilmente se anziché due punti importanti ma non decisivi in chiave playoff ci fossero stati in ballo due punti salvezza si sarebbe tentato la via della giustizia sportiva. ERRORE CLAMOROSO. Alla fine di questo fattaccio che farà storia in casi analoghi - ma che non potrà regalare la gioia di una sentenza giusta come accadde invece con consensi da parte degli sportivi di ogni squadra dopo Fortitudo-Montegranaro - restano una certezza e un dubbio. La certezza: Di Francesco, primo arbitro, candidato l'anno prossimo a fare il salto in serie A e responsabile della decisione finale, ha sbagliato. Fuori dalle virgolette è l'opinione comune di molti arbitri ed ex arbitri di livello nazionale che abbiamo interpellato per una consulenza. Tutti concordi: si doveva ripartire da 11" con palla in mano a Pistoia. Primo perché il tempo giocato su un errore tecnico non può essere rigiocato per regolamento. Secondo perché si dovevano contare manualmente i 24". Poi c'è il dubbio: potevano esserci gli estremi per una sentenza sorprendente, non in primo grado, ma magari da parte della Corte Federale, che ribadisse la tesi più evidente di questo pasticcio: la partita è durata 40'35" anziché 40' e proprio per questo doveva essere ripetuta. Secondo noi sì, ma mai avremo la riprova.
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