Il dolore
Fedi e Marrani, il riscatto dei bimbi
Saverio Melegari
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RISERVA DI LUSSO Fedi a segno Il giovane attaccante insieme a Marrani è stato tra i più sacrificati in questanno trionfale ma quando è stato chiamato ha risposto presente Una media-gol altissima. Agostiniani: «Sono il segno della nostra forza»
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PISTOIA. Per tutto il campionato hanno patito le pene dell'inferno: sempre presenti all'allenamento facendo vedere buone cose. Un girone d'andata dove, tuttosommato, il loro contributo erano riusciti a darlo ma, da Natale in poi, la musica è cambiata: tre "over" là davanti come Stefanelli, Lisi e Sabatini ed addio campo. Così c'è chi è finito spesso e volentieri in tribuna e chi si è riciclato nella juniores per sfogare la propria rabbia (segnando tante reti). Ma, alla 34ª giornata, l'occasione giusta è arrivata per Matteo Marrani e Francesco Fedi, i due "bimbi" come vengono amichevolmente chiamati da tutti. Un po' perché sono di Pistoia, cresciuti nella Pistoiese e si sentono di casa, un po' perché non hanno mai creato particolari problemi a mister Agostiniani. Il match contro la Fortis Lucchese, seppur non avesse nessun significato per la classifica, ha consentito ad entrambi di andare a bersaglio con Marrani che ci ha preso talmente gusto da realizzare una doppietta. «Francamente - spiega Riccardo Agostiniani - tutti i ragazzi scesi in campo domenica mi hanno veramente sorpreso, con una menzione di merito per Fedi e Marrani che sono riusciti anche a segnare. Hanno dimostrato di essere in gamba, per di più rimettendo in piedi una partita che si era messa subito male visto il gol subito dopo appena quarantaquattro secondi. Mi è piaciuto tutto il gruppo ed è un altro segno della nostra forza: diciamo che è stata una chiusura di campionato degna della nostra stagione splendida. Siamo partiti con cinque gol al Certaldo a Pontedera ed abbiamo chiuso con altrettante reti alla Fortis Lucchese». Tornando a Fedi e Marrani, colpisce il dato di quanto poco spazio abbiano avuto durante tutta la stagione. L'ariete Fedi è sceso in campo per la miseria di sette volte contro le diciotto del passato campionato dove, soprattutto nei playoff, era diventato uno dei punti fermi della squadra tanto da meritarsi un provino con il Pisa (raddoppiato la scorsa settimana con quello alla Reggiana) e nonostante questo, per quello che può contare, va considerato anche il bomber di Coppa con cinque gare giocate e quattro reti realizzate: un dato che alza ulteriormente la sua media visto che siamo a 7 gol fatti in 13 gare di utilizzo. Marrani, invece, è passato da 24 presenze a solamente tredici diminuendo la quota di reti da sette a tre. Sono stati senz'altro loro quelli a patire di più la presenza di tre attaccanti di peso che hanno chiuso tutti gli spazi possibili ma questo non pregiudica una loro riconferma anche in serie D: sono entrambi classe 1991 ed è una quota necessaria. In più ci vogliono giocatori "fedeli", nel senso che hanno più di un anno di militanza nella stessa società. Perché non partire proprio dai "bimbi" arancioni?
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