Sicurezza
«Lotta aperta E Pistoia è quella messa meglio»
Elisa Pacini
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PISTOIA. «La lotta è apertissima». Così Stefano Michelini si pronuncia sulla volata playoff a quattro giornate dalla fine. E tiene accese le speranze dei tifosi biancorossi. In effetti, il tris di "cappotti" presi dalla Tuscany, dalla Fileni e dall'Aget nell'ultimo turno ha lasciato tutto invariato e così la corsa non ha subito scossoni. Certo, c'è un giro in meno da percorrere e il leggero vantaggio della Fileni, a quota 26, diventa più pesante. Ma l'allenatore bolognese, nonché spalla di Franco Lauro nelle radiocronache Rai della Legadue, va oltre le tabelle, i conteggi e le classifiche avulse e analizza il presente, tastando il polso alle tre contendenti. Risultato? Imola e Jesi hanno i loro problemi mentre Pistoia è viva. Speriamo abbia ragione... Coach Michelini, come vede questa volata per l'ottavo posto? «E' apertissima, addirittura con quattro vittorie su quattro rientrerebbe in corsa anche Ferrara. Comunque valutando le tre squadre più vicine, cioè Pistoia, Jesi ed Imola io direi che più che il calendario, bisogna guardare le condizioni in cui si trovano le tre squadre». Chi sta meglio secondo lei? «Jesi ha dei problemi fisici, l'assenza di Pecile (che ha saltato la gara con Forlì per un forte attacco febbrile, ndr) la condiziona molto. Imola sta pagando alla lunga la partenza di Ebi. Chi lo ha sostituito (il belga Ongenaet, ndr) gioca 10' a gara, è un giocatore di contorno. Anche se la squadra ha beneficiato della crescita esponenziale di Bruttini, prima bastava dare palla a Ebi, ora invece bisogna costruire di più il gioco e Imola sta pagando molto nelle percentuali di tiro. Dovrà avere qualcosa in più da Moreno e Amici se vuole avere chances». E Pistoia? «Domenica a Ferrara, la Tuscany ha avuto una valutazione straordinaria da Forte e Varnado, praticamente l'85% di quella di squadra (62/79, ndr). Nella gara precedente, contro Verona, invece la band di Moretti aveva avuto grandi cose dalla coralità. Berti e Filloy punirono da tre la Tezenis, che aveva chiuso bene Varnado. A Pistoia ci vuole la via di mezzo tra queste due gare ma in sostanza direi che come condizione fisica ha dimostrato di essere in un momento di up non in down. E anche a livello mentale la squadra sta tenendo bene e non si è rilassata dopo aver centrato la salvezza». La lotta è aperta ma domenica c'è Imola-Jesi che dirà molto. La Tuscany invece entra nel San Paolo di Romagna ovvero il bunker di Forlì... «La gara di Forlì conta ma ogni squadra ha ancora da chiedere qualcosa al campionato e può succedere di tutto. Guardiamo una partita per volta, lo sguardo lungo in questo caso fa male. Forlì è un crocevia ed è una partita difficile perché avendo cambiato nove giocatori su dieci e l'allenatore. Questo gruppo non ha addosso la delusione dell'inizio. Anzi si sentono degli eroi e credono nell'impresa quindi il clima sarà caldissimo. Ma Pistoia ha i presupposti per giocarsela e sarà una gara tattica da seguire per vedere quale arma avrà la meglio, l'attacco aperto di Forlì e il gioco interno di Pistoia». Qual è il consiglio che dà alla Tuscany? «Cercare di fruttare tutte le sue armi e giocare con la carica e la passione che dall'esterno riesce a mettere Roberto Maltinti. Il presidente biancorosso lo conosco da 25 anni e sono un suo grande tifoso: lavorare con uno così competente e appassionato è il massimo per squadra e staff».
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