Il Tirreno

Pistoia

E intanto l’ex Olimpia Stefano Fantoni rilegge il ko con Casale: «Nnamaka non aveva mai giocato così»

«Sì, Moraschini ci interessa»

<b>DS.</b> Giulio Iozzelli
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DS. Giulio Iozzelli

Iozzelli: sarebbe utile, aspettiamo la decisione della Virtus

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 PISTOIA. Ex giocatore dell'Olimpia Maltinti ed ex general manager di Basket Livorno, Stefano Fantoni domenica era sugli spalti del PalaFermi a seguire il figlio Tommaso, pivot al terzo anno in maglia Fastweb. Il suo duello con Jarvis Varnado è stato uno degli aspetti più interessanti della gara tra Tuscany e Casale, anche perché la sfida con il livornese sembra aver rivitalizzato il Tornado. Ma non al punto da ridare punti a Pistoia...  Allora Fantoni, Tuscany e Fastweb si sono affrontate a viso aperto, il divertimento non è mancato ma alla fine ha riso solo Casale...  «È stata una gara molto intensa che potevano vincere entrambe. Le difese hanno prevalso sugli attacchi e devo dire che tutte e due le formazioni hanno fatto vedere ottime cose a livello difensivo. Nelle gare punto a punto decidono gli episodi. Ha vinto Casale ma se avesse vinto Pistoia non avrebbe rubato nulla».  Invece è arrivata la quinta sconfitta consecutiva che ha ridimensionato il 2010 roboante della Tuscany...  «Pistoia rimane una buona squadra. Come tutte le squadre di Moretti, sa stare in campo e ha caratteristiche ben precise. Le cinque sconfitte filate sono situazioni che ci possono stare nell'arco di una stagione. Forse Pistoia era stata un po' sopravvalutata dopo l'inizio ma anche domenica ha giocato ad armi pari con Casale che veniva da nove vittorie. Penso che che si risolleverà presto».  Cosa è mancato alla Tuscany o in cosa Casale è stata più brava?  «Casale ha trovato Nnamaka, un giocatore che è stato lasciato più libero degli altri. Purtroppo, per Pistoia, ha segnato sempre e ha fatto una gara come finora non l'aveva mai fatta».  Come giudica la gara altalenante dei due americani di Pistoia?  «Forte è un gran giocatore ma per me rimane un solista. Alla fine si è messo la squadra sulle spalle. È uno che quando gioca, gli altri si devono adattare. Varnado è un giocatore forte. Col lavoro può diventar anche bravo tecnicamente in difesa per dire la sua a livelli alti». E.P.

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