Il Tirreno

Pistoia

Rivoluzione arancione: Ferrari diventa l'azionista di maggioranza

Saverio Melegari

Dieci soci escono dalla Holding ormai destinata a sparire Il presidente al 51%, dietro di lui Buono. Bozzi sotto il 10%

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 PISTOIA. Adesso è ufficiale. La Pistoiese ha un nuovo padrone e si chiama Orazio Ferrari. Tranquilli non è un errore: perché quello che già "soltanto" presidente dell'Us adesso, dopo la scadenza dei termini per la ricapitalizzazione della Holding Arancione, è diventato proprietario. Differenza non da poco. Le carte sono state scoperte ieri, ma l'atto è di cinque giorni fa, domenica 16. Ora Ferrari ha la maggioranza assoluta, il 51% delle quote complessive e questo è un cambiamento di rotta notevole rispetto a quella che era l'idea iniziale della nuova Pistoiese. Quella che nelle menti del sindaco Berti, degli ex presidenti Fondatori e Bonechi doveva portare a un gruppone di soci senza un leader preponderante. Di acqua da allora ne è passata e probabilmente i tempi sono diventati maturi per questo passaggio: i soci sono diminuiti, molti hanno lasciato e la composizione è ben meno frammentata.  LA SPARTIZIONE. La ricapitalizzazione, resasi necessaria dopo aver abbattuto il precedente capitale sociale varato nel mese di settembre già a fine 2010, è stata di 101.635,49 euro. La nuova suddivisione vede Orazio Ferrari al comando completo con il 51% e, a sorpresa, l'ingresso annunciato mercoledì al termine di Pistoiese-Massese, vale a dire l'imprenditore siciliano Antonio Buono, come primo azionista di minoranza con il 20%. Seguono, entrambi con il 9,5%, Luciano Bozzi e Marco Frosini, mentre il rimanente 10% viene spartito in egual misura fra Dario Di Sario, presidente della Holding, e Mario Cappellini, titolare della Elettromeccanica CM.  Entro la fine della prima settimana di febbraio verrà convocata l'assemblea dei soci per la nomina delle nuove cariche, in quanto l'attuale consiglio di amministrazione si presenta dimissionario, a partire dallo stesso presidente Di Sario. A quel punto pare scontato che Orazio Ferrari prenderà anche il timone della Holding che, vista la realtà dei fatti, potrebbe anche cessare di esistere con la fine dell'attuale stagione sportiva, come avevamo già anticipato negli ultimi giorni del 2010.  LE PAROLE DI DI SARIO. «Questo aumento di capitale - commenta l'attuale presidente di Ha - si è reso necessario perché c'è stato l'abbattimento di quello precedente (che era di 300mila euro, già tutti spesi per la gestione dell'Us, ndr). Tutto quanto è stato sottoscritto e, di fatto, chi rispetto a giugno non ha rinnovato il proprio impegno è fuori, salvo accordi di sponsorizzazione». E' bene ricordare, infatti, che alla presentazione del nuovo direttivo Holding il 30 giugno scorso, i soci che avevano sottoscritto le quote erano quindici ed adesso sono diventati sei (vedi tabella sopra) con le assenze importanti di Guido Poli, Fabio Fondatori e della Nwg spa.  IL NUOVO SOCIO. Già presentato mercoledì, Antonio Buono a sorpresa è diventato il secondo azionista arancione: in realtà è già presidente di una squadra, la Leonfortese, che lotta per i playoff nel girone D di Promozione siciliana. «A me piace il calcio in generale - spiega Buono - ed ho accettato volentieri l'invito dell'amico Ferrari. Il nostro obiettivo è quello di tornare nel calcio che conta nel giro di due anni e non importa se e quale ruolo avrò all'interno della nuova società, perché l'essenziale sono gli obiettivi». Il doppio impegno Sicilia-Toscana non lo spaventa: «Ho dato il mio contributo - aggiunge Buono - per la ristrutturazione dello stadio di Leonforte che cadeva a pezzi prendendolo in comodato per 30 anni. Oramai sono a Pistoia da una vita ed è la mia città base anche se, per motivi d'affari, viaggio in continuazione».

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