Il dolore
E il campione diventò leggenda
Motori maledetti e gloriosi: dall'addio a Ballero al titolo europeo Procar
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A come Agostiniani e il suo 2010 da incorniciare. Arrivato quasi in punta di piedi al Pistoia Club, è riuscito a portare la squadra biancazzurra in Promozione al termine di una cavalcata trionfale. In estate realizza il suo sogno di tifoso arancione: allenare la squadra della sua città grazie all'ingresso in società di Orazio Ferrari. Guida una corazzata, lui è il timoniere e fino ad ora sembra che quel ruolo gli calzi a pennello. Vista la fede calcistica nerazzurra, è un po' il Mourinho pistoiese del 2010. Super "Ago". Ballerini Franco, la leggenda. Quel maledetto 7 febbraio quando nel rally "Ronde" di Larciano va a sbattere contro un muretto resterà uno dei giorni più tristi del ciclismo internazionale. Aveva una vita piena di emozioni davanti a sè, sia come padre di famiglia che come ct della nazionale. Una tragedia che ha scosso il mondo intero e che ha portato a Casalguidi migliaia di persone pronte a rendergli l'ultimo omaggio, perché Franco era una persona semplice, un campione in mezzo alla gente. Ora, come ricordò il giorno dei funerali il suo "maestro" Alfredo Martini, è in quell'azzurro che amava tanto. C ed i Cinquantadue anni che sta festeggiando il Tennis Club Pistoia "Enea Cotti". È stato un 2010 senz'altro più ricco di vittorie per la prima squadra del circolo presieduto da Luigi Brunetti che, dopo la retrocessione lo scorso anno dalla A1, è arrivata a giocarsi la finale per ritornare nel massimo campionato italiano a squadre. Non c'è riuscita perché Trento era troppo forte, ma Ager, Prader, Ciruolo, Moschetti e Ventavoli hanno fatto vedere di giocarsela con tutti. E bene è andata anche la serie C e l'under 18 maschile. D come il sogno. Il sogno sfuggito di mano alla Pistoiese durante la prima parte del 2010. C'erano tre strade aperte ma, nel giro di quattro mesi, si sono chiuse tutte. Prima il campionato con la vana rincorsa alla Pianese sfumata dopo l'1-1 di Piancastagnaio ed il distacco troppo ampio in classifica. Poi la Coppa Italia con l'harakiri della finale persa in casa 2-3 col Tuttocuoio: dalle stelle alle stalle in quindici minuti ed Oliviero Di Stefano costretto a fare le valigie. Infine i playoff con l'incredibile epilogo contro il Mosciano. D come il sogno che adesso però è tornato a vivere e sta trasformandosi in realtà (gli scongiuri sono ammessi). E di Egidio. Il rilancio della Quarrata calcistica è in gran parte merito suo. La stagione di Eccellenza che si è chiusa in primavera ha assunto i connotati del miracolo sportivo. Non solo per le due vittorie con la Pistoiese, ma per un ruolino di marcia che ha portato la squadra giallorossa al nono posto ed il suo bomber Del Prete a vincere la classifica dei cannonieri. La società ha grande fiducia in Seghi, il cui coraggio per aver accettato la scommessa di guidare il Quarrata anche in questa stagione merita un plauso ed un grosso in bocca al lupo. F è la lettera dei presidenti che si sono alternati in questo 2010: Fondatori e Ferrari. Il primo si è quasi ritrovato per dovere istituzionale su quella sedia ed ha affrontato l'avventura tecnica nel migliore dei modi introducendo grandi idee nel settore del marketing e della comunicazione. Poi è arrivato giugno e ha portato alla ribalta Ferrari, pronto a trasferire in blocco in via delle Olimpiadi dirigenti e staff tecnico del suo Pistoia Club per rilanciare la Pistoiese fra i professionisti. La strada presa è quella giusta, c'è da continuare. G Il 2010 è senz'altro l'anno della consacrazione per Stefano Grani, fisioterapista casalino di grande esperienza che da qualche anno è parte integrante dello staff di Massimiliano Allegri. Il tecnico livornese lanciato in panchina ad Agliana e conosciuto un anno alla Pistoiese nella stagione 98/99, ripone in lui la massima fiducia, ed il suo recente passaggio alla guida del Milan ha permesso a Grani di fare il meritato salto di qualità in una società piena di campioni. Ora le sue mani curano Gattuso, Seedorf, Ibrahimovic. Complimenti. H Hafnar, ve lo ricordate, tifosi del basket? È l'uomo che doveva sostituire Tamar Slay nel momento clou della scorsa stagione, a gennaio quando la Carmatic era nelle primissime posizioni e aveva appena sfiorato le final four di Coppa. Scelta sbagliata perché SuperTamar recuperò in due settimane invece del mese pronosticato all'inizio e e Hafnar finì il suo impegno pistoiese in tribuna. Ma scelta che ha fruttato esperienza: in questa stagione, il Pistoia Basket ha dimostrato di aver acquisito maturità nel sapere gestire queste situazioni pescando l'utile (ed economico) Mukubu per fare il supplente di Forte squalificato. E i risultati si sono visti. Quando si dice: imparare dagli errori. I come indoor. Perché una delle annate da incorniciare è quella dell'Hockey Club Pistoia, che ha da poco coronato il sogno di approdare tra le grandi. Con la conquista della Serie A, il sodalizio del presidente Loreti ha finalmente messo a frutto i tanti anni di esperienza e di promozione nelle scuole, un lavoro costante che ha portato la società arancione ad allestire anche un nutrito settore giovanile. Peccato per la mancanza di un impianto adeguato in città, che costringe la squadra allenata da Filippo Treno a giocare in esilio (a Bologna) tutte le gare casalinghe. Che prima o poi arrivi uno spazio? J Anzi JJJ: Joe, Jarvis & Janis. Il trio degli stranieri della Tuscany tanto variegato quanto affascinante per i tifosi sta facendo scintille. L'estate è partita con la scommessa sul ritorno dell'ala lettone, si è infiammata con la pesca miracolosa del Tornado nell'universo Ncaa e si è esaltata con il colpaccio che ha portato a Pistoia uno come Joe "The Show" Forte, scudettato a Siena quattro anni fa. Alla faccia dell'austerity, se i "pochi" sono così "buoni".
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